“Questa crisi industriale è giunta a un passo da una sua possibile definitiva soluzione, ma ovviamente è anche a un passo da un possibile fallimento, come tutte le cose sulle quali bisogna trovare un accordo”. Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al termine dell’incontro sull’ex Ilva di Taranto. Durante l’incontro al ministero delle Imprese sull’ex Ilva è stato sottoscritto un verbale che rinvia al 31 luglio la decisione finale e istituisce una commissione tecnica finalizzata a dare maggiori elementi a tutte le opzioni come previsto nella proposta formulata dal Mimit.
Entro il 28 luglio, inoltre, il comitato tecnico per l’acciaieria di Taranto dovrà individuare una soluzione in grado di assicurare l’approvvigionamento di gas in modo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico e valuterà anche la possibilità di realizzare fino a quattro impianti di Dri necessari a coprire il fabbisogno del preridotto per la produzione nazionale di acciaio. È quanto si apprende dal ministero delle Imprese. Il comitato tecnico sarà composto dagli enti che partecipano all’accordo interistituzionale e da Snam. Dovrà valutare se è percorribile la proposta della Regione Puglia di arrivare all’accordo sul polo Dri senza nave rigassificatrice. Il rinvio è stato dettato anche dal fatto che il 30 luglio si terrà il primo incontro del consiglio comunale di Taranto. Quindi è stata accolta la richiesta del sindaco Piero Bitetti di spostare la decisione finale al giorno seguente il consiglio comunale e con l’occasione di approfondire la questione dei gas. Sarebbe intanto confermata, secondo quanto si apprende, la convocazione della conferenza dei servizi per il rilascio della nuova Aia per giovedì 17 al ministero dell’Ambiente, nonostante non sia stato firmato l’accordo interistituzionale.
“Abbiamo ottenuto dal ministero un rinvio che sia utile a consentire al sindaco di Taranto di spiegare la situazione alla sua comunità e soprattutto al consiglio comunale. – ha spiegato Emiliano – Quindi ci rivedremo nella data fissata per ricominciare il lavoro e cercare di trovare la soluzione migliore. Continueremo a insistere, anche laddove il ministero dovesse rilasciare l’Aia, per il processo di decarbonizzazione che è l’unico che può interrompere a 7 o 8 anni l’attività a ciclo integrato, sostituendola con quello dei Dri. Non ci sono altre soluzioni”, dichiara Emiliano che invita ancora una vota i partiti e in particolare il centrosinistra a “non lasciare solo” il sindaco di Taranto.
Per il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, si è sulla strada giusta per trovare un accordo. “C’è l’impegno di tutti, credo che questo impegno sarà mantenuto da tutti gli attori istituzionali. – ha detto – Il verbale firmato da tutte le parti al tavolo ex Ilva “è significativo del clima collaborativo e costruttivo che siamo riusciti a instaurare con tutti gli attori”, afferma Urso a margine dei lavori. “A tal fine abbiamo deciso di accogliere la richiesta del sindaco di Taranto di sottoporre il piano di piena decarbonizzazione che ci consentirà di realizzare a Taranto il più importante significativa avanzato stabilimento siderurgico green d’Europa alle valutazioni del consiglio comunale”.





