Una lavoratrice fragile, dichiarata in condizioni di ipersuscettibilità dal medico aziendale, è collassata il 21 luglio mentre svolgeva il servizio all’esterno, sotto un caldo torrido, nel centro logistico recapito di Taranto. Lo comunica la Uil Poste Taranto sottolineando che l’episodio è avvenuto nonostante fossero in vigore un’allerta meteo e precise ordinanze regionali e comunali che vietano il lavoro all’aperto nelle ore più calde. La donna è stata soccorsa dai colleghi e trasportata d’urgenza al pronto soccorso, dove è stata tenuta sotto osservazione.
La Uil Poste parla di “gestione cieca e irresponsabile” e accusa la dirigenza di Poste Italiane di aver “ignorato le tutele previste dalla legge, compreso l’articolo 2087 del codice civile e il Testo Unico sulla sicurezza”. L’episodio è avvenuto in una fascia oraria già coperta, secondo la Uil, da provvedimenti restrittivi: “L’ordinanza regionale n. 350 del 18 giugno vieta il lavoro all’esterno dalle 12.30 alle 16.00 nei giorni segnalati dal sistema Worklimate, e un’analoga ordinanza comunale rafforza tali obblighi in caso di ondate di calore”.
“Parliamo di una lavoratrice certificata come ipersuscettibile – dichiara Giuseppe Manfuso, segretario generale Uil Poste Taranto – che avrebbe dovuto essere esclusa da qualunque servizio in esterna in condizioni climatiche estreme. Invece è stata inviata ugualmente al recapito con la giustificazione surreale che ‘l’allerta ufficiale sarebbe partita solo dalle 16’. Una logica perversa che umilia la medicina del lavoro e calpesta la dignità umana”. “Siamo pronti ad andare fino in fondo – afferma Gennaro Oliva, coordinatore Uil Taranto – perché questa vicenda è una ferita alla coscienza civile, oltre che una grave responsabilità gestionale”. Il sindacato chiede l’apertura immediata di un’indagine interna, sanzioni per i responsabili e il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro.
Dal canto suo Poste Italiane riferisce di aver “messo in atto tutte le misure necessarie per tutelare i lavoratori nelle ore più calde. Nessuna responsabilità, dunque, può essere imputata all’azienda, che si impegna in ogni caso a garantire alla sua dipendente il pieno supporto”.
In particolare, è detto nella nota, “in provincia di Taranto sono state adottate specifiche azioni per gli addetti alla consegna di pacchi e posta e per coloro che lavorano negli uffici postali e negli hub logistici. Dal rispetto delle pause di 5 o 10 minuti ogni ora, in base al livello di rischio legato al caldo, per chi lavora all’esterno all’esonero dalle attività di consegna per i lavoratori iper-suscettibili”. Poste Italiane fa presente di aver “potenziato ulteriormente le misure per garantire la sicurezza sul lavoro e la salute dei propri dipendenti, in particolar modo in queste giornate che registrano alte temperature”.







