Lui: “Scusi vorrei le orecchiette col ketchup”. L’altro “Vattìn, bacchettòn”. Sempre lui: “Vorrei la focaccia barese, ma senza pomodori”. Sempre l’altro: “No, non è possibile. C t’ha insegnat a mangià?”. E no, il nostro ‘lui’ non si trova a Bari, ma a Torino, nel pieno della Vecchia Signora, dove il cameriere Filippo, ‘l’altro’, insegna un po’ di buone maniere culinarie ai clienti dai palati esigenti. Filippo non è un cameriere usuale, tant’è che “Madre! Tradizione pugliese”, il ristorante dove lavora, avverte a chiare lettere sui social: “Il nostro cameriere chiama TRMON i nostri clienti”. D’altronde non si potrebbe usare un sinonimo gentile per chi osa chiedere un’orecchietta alle cime di rapa senza acciuga. Gli si creerebbero delle illusioni: ci sono casi in cui certe parole, soprattutto in dialetto, sono indispensabili.
Insomma, Filippo è la tenera mascotte settantenne del ristorante “Madre!”, presente nel capoluogo piemontese dal 2022 e di cui è titolare il baresissimo Dario Battaglio. “Inizialmente il locale era una focacceria – dichiara Dario – dopodiché da luglio 2024 ho deciso di concentrarmi su quello che so far meglio: cucina pugliese, con un format apprezzatissimo qui Torino, che porto avanti nella maniera giusta, in maniera autentica, locale”. Non a caso i piatti forti sono le orecchiette con le cime di rapa, la focaccia barese e soprattutto le bombette, apprezzatissime dai torinesi e non solo.
E Filippo? “La sua storia è divertente – continua Dario Battaglio – Trovandomi a gestire diverse attività, riuscivo a staccare solo durante l’ora di pranzo, allontanandomi dai miei locali. Avevo l’abitudine di andare a mangiare in un ristorante qui a Torino dove inizialmente lavorava Filippo. Pranzo dopo pranzo è nato un feeling tra di noi, tant’è che lui l’anno scorso ha deciso, nonostante non sia più proprio un ragazzino (almeno anagraficamente), di intraprendere una nuova avventura insieme a me e a tutto lo staff di Madre! Tradizione pugliese”.
Ovviamente, inutile dire che Filippo è un pugliese DOC. “Lui è a tutti gli effetti il nostro cameriere – continua Dario – ed è proprio così come si vede negli sketch sulla pagina social: si comporta esattamente così durante il servizio, nella quotidianità; gliene combiniamo di tutti i colori, ma è una persona molto solare, spensierata e soprattutto simpatica e sa stare al gioco. Tant’è che ha la sua clientela che viene proprio per stare con lui e passare serate divertenti”.
Filippo è il simbolo di ristorante, anzi della Puglia al Nord. Noi alle nostre radici ci teniamo, e offendere una focaccia barese chiedendo di togliere i pomodori è un sacrilegio. “Io personalmente ogni mattina vado, lo stuzzico, lo provoco indirettamente – confessa Battaglio – facciamo tante cose insieme e c’è proprio entusiasmo con lui, con tutto lo staff e con lo chef, parte integrante del progetto Madre”.
La Puglia viene trasportata con tutto il suo folklore in Piemonte, difendendo a spada tratta la sua essenza. La Puglia esuberante che vuole diffondere se stessa senza essere malignamente volgare. E la clientela lo capisce dando un’ottima risposta. “Nonostante ci troviamo in una zona di nicchia a Torino, dove chi viene da noi si sente un po’ spaesato dal personaggio di Filippo, alla fine torna apposta per lui – conclude Dario – La nostra idea era di farci proprio conoscere, far conoscere la nostra regione. E allora qual era la soluzione più adatta? Mostrare Madre attraverso le persone che ci lavorano, attraverso la nostra ‘pugliesità’ e smorzare una cena in una zona molto elegante di Torino grazie a Filippo”.








