Minacce agli operai e richieste di denaro sempre più insistenti, fino a pretendere una somma di 20mila euro. Un 39enne tarantino è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Taranto, per tre tentativi di estorsione commessi nel giugno scorso, all’interno di un cantiere ospedaliero della provincia jonica. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Massafra, coordinati dalla Procura della Repubblica di Taranto, l’uomo – già detenuto per altra causa – avrebbe avvicinato operai e tecnici impegnati nei lavori di rifacimento dell’impianto antincendio e della piastra endoscopica, tentando di ottenere pagamenti illeciti.
Il 39enne avrebbe iniziato chiedendo il pagamento di un semplice caffè, con la promessa di garantire la “tranquillità” nei lavori. Ma, secondo gli inquirenti, era solo l’inizio di una strategia estorsiva più articolata: nel giro di pochi giorni, avrebbe alzato le richieste fino a pretendere 20mila euro, accompagnando le sue parole con velate minacce e riferimenti a contesti criminali locali, millantando una credibilità costruita con anni di detenzione. Avrebbe anche fatto intendere di aver ottenuto un “via libera” da parte di ambienti malavitosi della zona, per legittimare la propria condotta. A far partire le indagini è stata una denuncia. Da lì, i carabinieri hanno incrociato elementi raccolti con metodi investigativi tradizionali e attività tecniche, riuscendo a ricostruire l’intera dinamica dei fatti e il modus operandi dell’indagato. Nonostante le pressioni subite, nessuna delle ditte coinvolte avrebbe ceduto alle richieste.







