Biagio Iusco l’anno prossimo compirà 30 anni di attività, il suo laboratorio da restauratore di mobili antichi, in via Giovanni Pavoncelli, nel cuore del quartiere San Pasquale, verrà ufficialmente riconosciuto dalla Regione Puglia come bottega storica. Ma l’artigiano ci tiene a raccontarci che quell’amore per il legno, i suoi intarsi e le fessure da rigenerare comincia già qualche tempo prima. E mentre parla, la moviola nel suo sguardo va indietro e si ferma a quando aveva 13 anni e giocava a calcetto con gli amici sotto casa dei suoi genitori, davanti al locale di suo zio, restauratore di prima generazione. L’adolescente Biagio seguiva con la coda dell’occhio i movimenti del suo maestro, era molto incuriosito dagli arnesi che utilizzava e dalla pacatezza con cui curava le superfici di quei mobili così antichi, con venature segnate dalle storie di chi li aveva posseduti, vissuti.
“Spero che questo mestiere non scompaia come altri lavori manuali e d’artigianato. Sono sempre meno i giovani che vogliono fare i restauratori, gli intagliatori, gli intarsiatori e coloro che lucidano a mano, come faccio io da sempre. Mio figlio ha 17 anni – spiega Biagio – e al momento pare non abbia alcuna intenzione di portare avanti la mia bottega, ma è ancora un ragazzo, magari cambierà idea e riuscirà ad appassionarsi a questo mondo, che è fatto di bellezza, molta pazienza e attenzione ai dettagli. Chissà. Sarebbe un peccato se un giorno non ci fossero più restauratori di mobili antichi, perché gli oggetti d’antiquariato sono ancora richiesti, vanno sempre di moda e perfetti in ogni contesto, anche inseriti in case moderne”.
Tra gli arredi più antichi che l’artista si è ritrovato a rimettere a nuovo spiccano un baule di Louis Vuitton del 1880 (primo storico prodotto dell’azienda parigina, antenato delle valigie), così come un “porta bombe a mano” risalente alla Seconda guerra mondiale, e una macchina da cucire Singer dei primi dell’Ottocento. Ogni qualvolta un cliente affida qualcosa da restaurare a Biagio è come se gli regalasse un ricordo impolverato, da riportare, con emozione, al suo splendore. Nella mattinata di sabato 27 settembre il laboratorio del 58enne, per la seconda volta, ospiterà un evento organizzato dalla Delegazione Fai di Bari e Direzione regionale del Fai per la Puglia, dedicato quest’anno a Carmelo Maria Torre, docente alla facoltà di Architettura del Politecnico di Bari scomparso prematuramente lo scorso anno. L’incontro sarà un viaggio nella tradizione del restauro del legno attraverso la sapienza artigiana di Biagio, per conoscere i materiali d’epoca, il loro utilizzo nell’arredamento e i metodi tradizionali che permettono di riportare alla luce l’autentica bellezza dei mobili antichi, anche mediante dimostrazioni pratiche.




