Debutto tutt’altro che in sordina per il Grande Fratello, ieri sera su Canale 5, con la casa più spiata d’Italia che ha aperto ufficialmente le porte ai nuovi concorrenti. Sarà stata la chiave ironica data dalla conduzione di Simona Ventura – forse anche il ritorno ai cosiddetti concorrenti ‘non famosi’, più genuini e meno impostati – ma gli ascolti non sono andati affatto male, catturando anche l’attenzione dell’opinione pubblica divisa come sempre tra snobismi, sorrisi e indignazione.
A far parlare di sé, nella sfera dei commentatori pugliesi, è stata la seconda concorrente entrata all’interno della grande casa di Cinecittà: Donatella Mercoledisanto. Il motivo è quello ricorrente. Alla casalinga 46enne non è bastato raccontare in salsa locale, nella clip di presentazione, le sue chiare origini baresi. Durante la serata, infatti, ha più volte voluto rimarcare, con una forte cadenza dialettale, il suo provenire da Bari Vecchia.
Inevitabili i teatrini e gli scioglilingua da cabaret da villaggio turistico, retaggi culturali fortunatamente superati e rivendicazioni di un menù già arcinoto. Il pubblico, nel commentare, si divide. C’è a chi non dispiace, c’è chi la vorrebbe già fuori dal gioco e c’è chi vorrebbe una rappresentazione di barese diversa dai soliti cliché. A far la differenza però, nel caso di Donatella, sembrerebbe esserci un passato non proprio semplice. Una storia che, probabilmente, non tarderà a emergere nella narrazione targata Simona Ventura.
Stando a quanto riporta Davide Maggio sul suo blog, infatti, Donatella porta un cognome che riecheggia nelle cronache giudiziarie locali. Figlia del collaboratore di giustizia Leonardo Mercoledisanto, legato in passato al clan Strisciuglio, ha però scelto una vita lontana dal contesto criminale. Suo padre, scomparso da tempo, è stato un pentito di mafia e Donatella – incensurata – ha scelto di prendere le distanze dal contesto criminale della sua famiglia, costruendosi un percorso di vita completamente diverso.
Un cambiamento talmente apprezzabile da perdonare tutti i luoghi comuni baresi raccontati nei primi minuti di narrazione. Gli stessi che, per certi versi, ha utilizzato anche l’altro concorrente barese: si chiama Francesco Rana, nato a Terlizzi e residente a Giovinazzo, ed è un agente della Polizia Locale. Saprà farsi apprezzare, magari andando oltre i siparietti da accento barese? Speriamo di scoprirlo durante la prossima puntata.





