Sei distinti gruppi di spaccio operavano ad Andria, ciascuno nella propria zona (zona San Valentino – zona villa comunale – zona centro storico – zona Monticelli – zona Sacro Cuore – zona viale Virgilio), secondo modalità simili. È quanto scoperto dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Andria, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla procura di Trani, che ha portato all’arresto di 30 persone accusate di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto accertato, in ciascuna zona i contatti con i clienti venivano gestiti da “centralinisti che concordavano telefonicamente ora e luogo d’incontro. Erano poi i pusher con monopattini o bici elettriche a effettuare le consegne”, ha spiegato il capo della Squadra mobile, il vicequestore Gianluca Gentiluomo, evidenziando che “in alcuni casi gli incontri avvenivano durante le routine quotidiana del pusher come accaduto quando la vendita è avvenuta mentre era a fare benzina insieme alla sua famiglia e chiedeva al cliente di raggiungerlo dal benzinaio”.
Degli indagati, di età compresa tra i 19 e i 64 anni, secondo quanto accertato dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Andria coordinati dalla Procura di Trani, “22 hanno precedenti specifici e nessuno è legato ai clan storici della città”, ha spiegato il capo della Procura di Trani, Renato Nitti, che ha chiarito le modalità seguite dagli investigatori nel corso degli accertamenti. Fra loro c’è anche una donna.
Secondo quanto accertato dalle indagini iniziate nel gennaio dello scorso anno e coordinate dalla Procura di Trani, gli indagati avrebbero creato in città una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti dando vita a una sorta di fortezza dello smercio di droga, da qui il nome dell’inchiesta “Oppidum”. “Sono state compiute intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche confermando che sono strumenti più che utili nelle indagini”, ha aggiunto Nitti sottolineando che i tempi “sarebbero stati ancora più veloci se non vi fossero stati gli interrogatori preventivi” perché “il gip ha dovuto ovviamente fare sia gli interrogatori sia l’analisi di tutti gli elementi riferiti mantenendo sostanzialmente immutata la valutazione formulata dalla Procura”.
Nel corso delle investigazioni, sono stati eseguiti 6 arresti in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente con contestuale sequestro di cocaina, eroina, hashish e marijuana. Gli indagati sono stati raggiunti da Daspo fuori contesto perché presunti responsabili di spaccio. “Questa indagine è il segno concreto di quanto noi ci teniamo alla sicurezza della città perché abbiamo colpito lo spaccio al minuto quello che più infastidisce il cittadino”, ha concluso il questore di Barletta- Andria- Trani, Alfredo Fabbrocini.