Dal governo italiano “non abbiamo avuto sostegno. Non ci hanno pagato neanche il volo di ritorno”. Lo ha detto l’attivista della Global Sumud Flotilla, Antonio La Piccirella, al suo arrivo a Bari. “Ne sono contento – ha aggiunto – perché non avrei voluto che si lavassero la coscienza pagando cento euro. Non è questa la protezione che chiedevamo, ma la protezione del diritto internazionale. Non vogliamo essere strumentalizzati e paternalizzati da un governo irresponsabile”.
La Piccirella ha detto anche di essere “orgoglioso” che ci fossero tre baresi nella missione (oltre lui, Lorenzo D’Agostino e Francesca Amoruso) e che “è importante che le terre a sud capiscano più velocemente l’importanza della solidarietà e di battersi contro il colonialismo”. Quanto all’orgoglio manifestato dai suoi genitori, ha detto di esserne “molto contento”.





