Il post spicca anche sulla pagina Instagram della Praja, super discoteca di Gallipoli che pure quest’anno ha portato in Salento decine di artisti di primissimo piano e migliaia di giovani turisti. “Ogni notte finiva così – si legge nel post, corredato da una serie di foto esplicative del maxi ledwall del locale -. Con una frase. Con un’emozione. Con qualcosa che restava…”. Poi l’annuncio, seppure un po’ criptato: “Le abbiamo raccolte tutte. Quelle che avete letto con gli occhi lucidi, quelle che vi hanno fatto pensare a quella persona lì…”. Seguendo il tag del post, quindi, la scoperta. Si tratta del primo, doppio, libro del pr barese Francesco Musto. Una raccolta di pensieri del 40enne di Carbonara, vero e proprio “padre” di quelle frasi che hanno accompagnato la sua ennesima estate gallipolina.
“Lavoro in discoteca da quando avevo 20 anni – racconta Musto a Telebari -, alla Praja dal 2010: da allora è la mia seconda casa, di fatto ci passo tutti i mesi estivi. Da qualche anno poi, sono anche il social media manager del locale e l’idea delle frasi proiettate sul ledwall dietro alla consolle nasce proprio da questo tipo di attività: cercavo un ulteriore spunto che potesse essere rilanciato sui social dai clienti, oltre ai video con le varie esibizioni di deejay e artisti. Il proprietario mi ha dato il via libera, ma con una postilla. ‘Se funziona l’idea è mia, se va male è roba tua’. Succedeva due anni fa. È andata bene e adesso, sulla reale paternità dell’iniziativa, ancora ci scherziamo”. Il dato certo è che alla Praja, per la seconda stagione di fila, anche la scorsa estate ogni notte finiva sempre allo stesso modo.
“Il deejay fa partire l’ultimo pezzo della serata – spiega Musto, emozionato, come se fosse ancora lì a Baia Verde – e sul ledwall compare la mia frase della buonanotte. La buonanotte della Praja. Quando ci siamo accorti che tantissimi clienti del locale prendevano il telefono per immortalare il momento, abbiamo capito che dovevamo continuare. Sono pensieri miei, frasi ispirate a ciò che vedo intorno a me o magari partorite dopo una di quelle chiacchierate che lasciano il segno con una persona a cui vuoi bene. L’idea di raccoglierle tutte in un doppio libro nasce proprio dal consiglio di un’amica. Si chiama Silvia. È stata lei a suggerirmi di trasformare quelle emozioni in qualcosa di tangibile”.
Un ottimo suggerimento, considerando il fatto che in poche settimane il libro conta già decine di copie vendute. Il titolo è ‘Le notti in bianco’, un nome che nasce prima ancora dell’esperimento delle frasi sul ledwall della Praja. “È quello di una pagina Instagram che ho creato qualche anno fa e che adesso conta 176mila follower – rivela Musto -, anche in questo caso un’idea nata quasi per caso, una delle tante volte in cui non riuscivo a prendere sonno. Il doppio libro è dedicato proprio a tutte quelle le persone che spesso passano le loro notti in bianco. Per via di pensieri tristi o magari per la troppa felicità, per un amore finito o per un nuovo amore che sta per nascere. Alla fine – conclude -, c’è una notte in bianco per ognuno di noi”.





