“L’arte non come specchio cui riflettere il mondo, ma martello per scolpirlo”. Non si può fare a meno di ripensare a queste parole, riflettendo sul senso profondo della creazione artistica, al teatro Kismet di Bari, dell’evento Bari Sounds for Gaza, manifestazione centrale della campagna promossa dall’Associazione Culturale Node insieme a una vasta rete di artisti e operatori culturali pugliesi. Nell’iniziativa realizzata si condensa un’idea potente: la visione di un’intera comunità che ha interpretato l’arte come rottura e sperimentazione continua, instancabile e irrefrenabile, un luogo in cui si sono messi alla prova linguaggi, forme e prospettive. Una forza capace di infrangere, ancora, il silenzio.
Si cerca un effetto in ogni piccola azione, concentrando l’attenzione sul popolo palestinese, nonostante la tregua dichiarata. Encomiabile l’organizzazione di questi eventi, che continuano a fare luce su una realtà ferita, dove vivere è spesso impossibile e ha un costo altissimo. Come ha ricordato, in un passaggio dell’incontro, Alessandro Migliorati, capo progetto a Gaza, oggi un chilo di carne può arrivare a costare 60 euro. L’obiettivo della raccolta fondi è chiaro: raggiungere 25mila euro da destinare a EMERGENCY, impegnata nella Striscia di Gaza con due presidi sanitari, e in particolare alla clinica di al-Qarara, nel governatorato di Khan Younis.






