Prendono acqua, la filtrano e la reimmettono nel terreno, in un’azione riferibile alla bonifica del sottosuolo e facente parte di una precisa prescrizione. Un monitoraggio che sarebbe dovuto durare tre anni ma che in realtà è fermo già da un anno e mezzo. Parliamo delle grandi cisterne sistemate nel parco intitolato a Maria Maugeri, l’ex Gasometro per intenderci, completamente ferme – ci riferiscono due consiglieri del Primo Municipio – a causa del fallimento della ditta che si sarebbe dovuta occupare di questo processo. Il timore, spiega il consigliere del primo Municipio, è per la salute pubblica, paura condivisa da tutti i residenti della zona.
E non finisce qui: a pochi passi dalle grandi cisterne un piccolo deposito, probabilmente un tempo adibito alla conservazione dei macchinari ma oggi trasformato in altro. La sorpresa quando, aperte le porte, abbiamo visto un luogo trasformato in un giaciglio di fortuna, circondato da escrementi, cumuli di rifiuti abbandonati e una pipa artigianale per fare uso di crack. Ma non sono solo questi i problemi del Parco Maugeri: dalle telecamere di videosorveglianza ferme alle automobili che vi si introducono di notte senza alcun controllo. Dalla zona ancora cantierizzata utilizzata dai vandali per lanciare sassi alle automobili alla mancanza di bagni pubblici.
Non se la passano meglio le giostrine per i più piccoli, che ora giocano su porzioni di tappetini antitrauma inesistenti. E adesso i due consiglieri, che negli ultimi mesi hanno chiesto più di una volta risposte all’Amministrazione senza ottenerla, chiedono che il parco venga momentaneamente chiuso. “Dobbiamo tutelare la salute e la sicurezza dei residenti – spiegano – il parco venga riaperto quando tutto è ultimato”.






