Si allungano in maniera considerevole i tempi per la realizzazione del Parco della Giustizia, a Bari, mentre si profilano già alcune criticità. Secondo cronoprogramma, il primo lotto che ospiterà Procura e tribunale penale, dovrebbe essere consegnato entro il 2026, anche se inizialmente la scadenza era stata fissata per giugno 2024 e l’ultimazione di tutti i lavori dopo l’estate del 2027. Ma con due ricorsi pendenti, mentre si attendono gli esiti giudiziari, è facile immaginare che i tempi si dilateranno ancora.
Il primo dei due inciampi è la questione della progettazione esecutiva, affidata con gara d’appalto per un importo complessivo di oltre 305 milioni di euro (più Iva) al raggruppamento di imprese composto da Costruzioni Barozzi Spa e Sac (Società Appalti Costruzioni) Spa. Gara annullata dai giudici del Tar, che hanno accolto il ricorso dei secondi classificati nella gara, il Raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla Manelli Impresa di Monopoli, e del quale fanno parte anche la Coebo di Bari, Guastamacchia di Ruvo, Debar di Bari, Itm di Forlì e Macob di Massafra.
I giudici amministrativi però hanno accolto anche il ricorso incidentale presentato dai primi classificati, motivando entrambe le decisioni e annullando tutti gli atti valutativi della gara. Il risultato è che l’Agenzia del Demanio dovrà decidere se confermare o annullare l’aggiudicazione. Ma prima bisognerà comprendere se nel frattempo Cobar ha fatto appello al Consiglio di Stato, cosa che si tirerebbe dietro almeno altri tre mesi.
Ma non solo: si attende a giorni la decisione del Consiglio di stato sull’altro ricorso, quello presentato dall’associazione ‘Per un parco verde di quartiere alle ex Casermette: Capozzi e Milano’ e da altre associazioni ambientaliste contro la variante al PRG necessaria per modificare la destinazione dei suoli, fondamentale per realizzare il Parco della giustizia. Si intravedono intanto alcune problematiche che andranno risolte prima del trasferimento degli uffici giudiziari, a cominciare da quelli della Procura, per i quali era stato organizzato un parcheggio interrato su tre piani, ma la progettazione ne avrebbe previsto uno solo con 136 posti auto, mentre le auto di servizio sono già 113. Le altre, quelle dei dipendenti amministrativi, non troverebbero al momento posto.







