L’idea c’è, la ferma volontà di realizzarla pure. Adesso bisogna trovare i soldi. È quanto emerso in occasione dell’ultimo consiglio comunale svolto l’altra sera a Canosa, dove la maggioranza di governo guidata dal sindaco Vito Malcangio ha espresso la volontà di acquisire a patrimonio comunale l’ex cinema Scorpion per realizzarvi dentro un cineteatro e museo intitolato a Lino Banfi. “L’eventuale recupero funzionale dell’edificio, qualora dovesse concretizzarsi – sottolineano da Palazzo di Città – oltre a rafforzare spazi pubblici di comunità, rappresenterebbe un passo in avanti importante in termini di qualità urbana, offerta culturale e vitalità sociale”. Durante la seduta dell’Assise, quindi, il primo cittadino ci ha tenuto a evidenziare come l’idea sia ancora in fase embrionale e che quello del consiglio comunale sia solo il primo passo di un percorso da intraprendere.
“È intenzione di quest’amministrazione attivarsi – spiega Malcangio – per concorrere a ottenere finanziamenti regionali, ministeriali, europei e far sì che la città possa dotarsi di sale cinematografiche, contenitori culturali, museali, di intrattenimento e laboratori artistici, riattivando il cineteatro Scorpion, oramai chiuso da molti anni. L’idea è che, all’esito dell’ottenimento di finanziamenti e dei lavori necessari, possa nascere un cineteatro e museo comunale intitolato al maestro Lino Banfi. Un luogo in cui, tra le numerose attività, si possa godere e apprezzare la storia del nostro caro Lino, che possa generare lavoro. Un contenitore polifunzionale che arricchirebbe la rete di servizi per la nostra comunità e in particolare per i giovani ed i nostri cari anziani”.
L’immobile, spiegano ancora da Canosa, “si colloca in linea d’aria fra il nascente Museo Archeologico nell’edificio Mazzini e il Teatro comunale Raffaele Lembo. Il suo recupero non è concepito come operazione isolata, ma come intervento strategico nonché parte integrante di un sistema di fruizione tematica e territoriale in grado di connettere i luoghi della cultura, della memoria e del paesaggio di Canosa”.





