Sanremo tra censura e polemica, da Troisi al caso Pucci: i momenti che hanno fatto la storia del Festival – VIDEO

Come ogni anno torna attesissimo il Festival di Sanremo e come ogni anno non mancano polemiche e discussioni. Oggi la miccia principale è stata quella del caso Andrea Pucci, annunciato e poi ritiratosi dalla co-conduzione dopo critichi, insulti e minacce con la discussione tra censura e responsabilità del servizio pubblico.

Ma non è l’unico tema caldo, sul web si discute anche del caso di ospiti e co-conduttori. Tiziano Ferro, Max Pezzali, Andrea Bocelli, Claudio, Santa Maria, tra gli altri, sono giudicati nomi poco incisivi e prudenti, segno di un festival che punta alla rassicurazione più che alla sorpresa. E nei giorni scorsi ha fatto discutere anche il botta e risposta tra Laura Pausini ed Enrico Lucci sull’orientamento politico di sinistra degli artisti, a dimostrazione di quanto il festival resti terreno sensibile tra cultura pop e dibattito pubblico. Ma Sanremo è così da sempre, un ring che racconta il paese e che prova a non sbilanciarsi troppo.

Come nel 1981, quando i dirigenti RAI chiesero a Massimo Troisi di non parlare del terremoto in Irpinia e dei mancati interventi del Governo. Lui fece le valigie e andò via. O nel 1996, quando Federico Salvatore fu imposto di cancellare la parola omosessuale dalla canzone “Sulla Porta”. E come dimenticare il 1995 con Pippo Baudo che fermò un uomo che minacciava di gettarsi dal balconata del teatro. Una scena negli anni riletta e contestata con i sospetti di un gesto simulato e concordato.

Nel 2010 invece l’orchestra protestò accartocciando gli spartiti e lanciandoli sul palco per l’esclusione di artisti della classifica. E la politica tornò nel 2013, quando Crozza fu più volte interrotto dalle urla del pubblico che non voleva si usasse il palco dell’Ariston per fare politica. E ancora nel 2016, quando diversi cantanti portarono sul palco una fascia arcobaleno mentre in Parlamento si discuteva di unioni civili. E nel 2023, quando alcuni artisti si schierarono apertamente contro quanto stava accadendo a Gaza.

Ecco perché anche nel 2026 la politica non è un incidente, è parte del format. Sanremo intrattenimento, sì, ma è anche ogni anno un referendum emotivo su chi siamo, su cosa accettiamo, su cosa ci scandalizza.

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