Il ritorno a Bari di Luisa Ranieri non poteva che essere accolto un grande, scrosciante, applauso. Sul palco del Petruzzelli, ospite d’onore al Bif&st 2026, l’attrice napoletana si è messa a nudo, raccontando una carriera vissuta con intensità, fatta di attese, sogni nel cassetto e una profonda consapevolezza della propria maturità artistica. Emozionato ed emozionante la sua accoglienza sul palco del politeama cittadino, dove Luisa Ranieri ha accolto gli applausi del pubblico con gli occhi pieni di emozione.
“Ho avuto una carriera altalenante”, ha subito confessato durante il talk del pomeriggio con quella schiettezza che la contraddistingue: “Ho lavorato tanto, ma non quanto veramente avrei potuto. – ha detto – Negli ultimi anni ho lavorato tantissimo ma c’è ancora tantissimo da esplorare e mi piacerebbe lavorare con registi come Bellocchio, Garrone, ma tornare anche a lavorare con Paolo Sorrentino”.
Ma è quando il discorso cade su Lolita Lobosco che l’atmosfera si scalda. “Volete sapere se rifaccio Lolita, è vero?”, rivolgendosi alla platea che risponde con un sonoro “sì”. Pronta la risposta che tutti si aspettavano: “Lo rifacciamo“. Ed ecco il boato del pubblico. “Lolita mi è rimasta nel cuore. – ha detto – Perché è un femminile che in televisione non veniva raccontato. E grazie a Gabriella (Genisi, ndr) che ha scritto questi libri. È un femminile bello, racconta una donna di oggi che con tutte le sue contrarietà, le sue difficoltà, è una donna del Sud, che però guarda verso il futuro”.
“Lolita è una donna del Sud che guarda al futuro pur restando ancorata alle sue radici. Racconta i conflitti di noi donne legate a una cultura matriarcale, tra doveri familiari e ambizioni personali. Quando l’ho letta, da napoletana, ho capito che dovevo essere io a darle voce”.
Lolita quindi tornerà: “Lo devo all’affetto incredibile del pubblico. Ovviamente tornerò con Lolita per l’ultima serie perché per l’affetto del pubblico io ve lo devo. Lo devo a tutti quelli che l’hanno guardata con grande affetto. E poi io amo quella donna e quindi la voglio rifare”. Un congedo che sa di promessa mantenuta, un omaggio a una terra, la Puglia, che l’ha adottata e resa icona di una bellezza autentica e contemporanea.




