La biblioteca di quartiere “Don Bosco” del quartiere Libertà di Bari ha riaperto i suoi battenti. Dopo un lungo periodo di pausa – da agosto 2025 a maggio 2026 – don Luigi Cella, responsabile della struttura, comunica: “La nostra biblioteca è tornata ad accogliere tutti coloro che vogliano trovare uno spazio per studiare o leggere”. La biblioteca, già a rischio chiusura dopo la fine del progetto Colibrì, ha subito un’ulteriore battuta di arresto a causa dei lavori di efficientamento energetico che hanno interessato l’intero Istituto salesiano. Non disponendo di dipendenti diretti, a partire dall’1 giugno la biblioteca è tornata ad essere aperta sia al mattino, dalle 9.30 alle 13, grazie alla presenza di una tirocinante dell’ISPA (Istituto superiore pubblica amministrazione), un ente di formazione al quale l’istituto salesiano ha chiesto sostegno per la digitalizzazione di tutto il materiale cartaceo. L’orario pomeridiano, invece, dalle 15 alle 19, è coperto dai volontari del bando “La fatica” promosso dal Comune di Bari. Il progetto, avviato nel novembre del 2024 e attuato negli uffici del job center comunale Porta Futuro Bari, rientra nella strategia “Bari Lavora” finanziata dal PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021 – 2027 con 3 milioni, e il suo obiettivo è sostenere l’inserimento e il reinserimento lavorativo di persone che incontrano difficoltà strutturali di accesso al mercato del lavoro, in particolare nelle fasi mature della vita professionale: “Così – continua don Gino – siamo coperti per i prossimi sei mesi, fino a dicembre incluso. Proprio ora, grazie all’aiuto di uno di loro, stiamo riuscendo ad essere più social e raggiungere una rete di utenti più larga”.
Inoltre don Gino fa sapere che a breve partiranno anche delle attività di lettura per i più piccoli, uno strumento fondamentale per lo sviluppo cognitivo ed emotivo, finalizzato a potenziare la memoria e stimolare l’immaginazione dei bambini in uno dei quartieri considerati tra i più difficili della città. Intanto gli scaffali si sono riempiti di nuovi libri, soprattutto letteratura per ragazzi, teologia e scienze umane, giunti attraverso finanziamenti pubblici per tutte le biblioteche nazionali sia pubbliche sia private. Infine don Gino fa presente che è possibile anche fare donazione di libri, purché non siano scolastici e rientrino nella selezione di testi in linea con il modus operandi della chiesa: “La porta è aperta a tutti coloro che vogliano studiare – conclude don Gino Cella – che per lo più sono gli avventori abituali, studenti universitari fuori sede che vivono nel quartiere e che qui trovano concentrazione per preparare esami. Ma non mancano i semplici lettori nelle sale di lettura: complici il silenzio e l’ambientazione bucolica, possono immergersi tra le pagine dei loro racconti preferiti”. Un posto delizioso, capace di donare pace e serenità.








