Un investimento da 19 milioni di euro, promosso dalla Regione Puglia, 200 nuovi assunti e cinque laboratori dedicati a Digital Twin, 5G, intelligenza artificiale, Quantum computing ed Etica e inclusione. Sono i numeri dei Living Labs, il primo risultato di Nxt digital platform, il progetto di innovazione tecnologica sviluppato nell’ambito del Contratto di Programma sottoscritto da Ntt Data e Regione Puglia, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Bari e presentato oggi, nella sede di via Amendola 148. Presenti del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, il ceo di Ntt Italia, Ludovico Diaz , del rettore del politecnico, Umberto Fratino, e l’assessore allo sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio.
Nella struttura sono stati inaugurati i cinque Living Labs, spazi di co-innovazione nei quali clienti, pubbliche amministrazioni, università, startup e partner potranno conoscere da vicino le tecnologie emergenti. Tra i primi progetti sviluppati figurano le soluzioni di Digital Twin, per supportare la pianificazione urbana e la mobilità; le sperimentazioni basate sul 5G e l’Edge computing per servizi a bassa latenza, applicazioni di Intelligenza Artificiale dedicate al monitoraggio del territorio e alla manutenzione predittiva. Ma non c’è solo la “dimensione tecnologica”: un ruolo centrale è svolto dal Living Lab dedicato a Ethics & Inclusion, che ha l’obiettivo di integrare fin dalle prime fasi, sostenibilità e responsabilità nell’adozione delle tecnologie emergenti.
“In Ntt Data – ha spiegato Diaz – crediamo profondamente nel potenziale della Puglia e del Mezzogiorno come motori di innovazione e sviluppo per il Paese e siamo convinti che l’innovazione generi valore quando mette in connessione competenze, persone e tecnologie”. Per il rettore del Politecnico, Umberto Fratino, l’aspetto più interessante del progetto è “l’approccio aperto, sostenibile e orientato all’innovazione, un valore aggiunto per imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini e una premessa fondamentale per lo sviluppo di nuovi servizi digitali”.








