Un’avvocata d’ufficio è stata aggredita verbalmente e minacciata ieri nel carcere di Bari dal suo assistito mentre, durante un colloquio, pianificava la strategia difensiva in vista dell’udienza che si terrà domani, 8 luglio. A rendere noto l’accaduto è la Camera penale di Bari, che, in una nota, esprime “vicinanza e solidarietà alla collega” ribadendo “l’inviolabilità della difesa”. La vittima, difensore di ufficio di un uomo recluso nell’istituto di pena barese per maltrattamenti in famiglia, sarebbe stata offesa e minacciata “in modo violento”, riferisce all’Ansa il presidente della Camera penale, Filippo Castellaneta evidenziando che “l’uomo pretendeva una risoluzione veloce del suo caso per poter lasciare quanto prima il carcere”. “Vedrai che ti succede se non esco da qui”, avrebbe detto il detenuto. “Per fortuna l’intervento degli agenti ha evitato il peggio. La professionista ha rimesso il mandato. Il dispiacere più grande – continua Castellaneta – è che la collega era il suo difensore d’ufficio e ha accettato di difenderlo proprio per garantirgli il diritto alla difesa”.
“Capita sempre più spesso che la pretesa del risultato immediato diventi minaccia e si trasformi in atto di violenza, fisica o anche verbale, come è successo alla nostra iscritta, e qualche giorno fa a un collega di Termini Imerese addirittura sequestrato nel suo studio da un cliente facinoroso”, si legge nella nota della Camera penale che considera “gli avvocati minacciati una realtà. Così, questa Camera penale ha formato un gruppo di lavoro dedicato al tema e chiamato proprio ‘Avvocati minacciati’, per difendere il diritto alla difesa e richiedere l’applicazione del diritto per la difesa”.