La cessione di Elia Caprile è al centro delle indagini e delle perquisizioni che questa mattina hanno coinvolto Aurelio e Luigi De Laurentiis, a capo rispettivamente delle società di calcio Napoli e Bari. Un’operazione di mercato che risale all’estate del 2022, quando l’allora direttore sportivo del Bari, Ciro Polito, acquistò il cartellino di Caprile dagli inglesi del Leeds per poi essere ceduto per soli 2 milioni, l’anno successivo, al Napoli, società che ha fatto la definitiva plusvalenza dopo il trasferimento dello stesso calciatore al Cagliari per 8 milioni. Questa è solo l’ultima delle tante vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Bari calcio nel corso della sua storia sportiva. Cominciando dallo scandalo calcioscommesse iniziato nel 2009. Inchiesta che si è conclusa con 17 condanne, in cui finirono sotto la lente d’ingrandimento le due sfide dei galletti con Salernitana e Treviso vendute, secondo la Procura, per complessivi 220mila euro. Fino al derby con il Lecce del 2011 in Serie A, con il goffo autogol di Andrea Masiello finito nell’occhio del ciclone. Nel mezzo la clamorosa vicenda legata all’americano Tim Barton, accolto con entusiasmo in aeroporto, ma poi sparito al momento di concludere la compravendita.
Dopo la vicenda calcioscommesse, sul Bari si abbatte la scure del fallimento. La famiglia Matarrese non riesce più a sostenere economicamente il club e il titolo sportivo finisce all’asta. A salvare la società è l’ex arbitro Gianluca Paparesta, che il 23 maggio 2014 si aggiudica l’asta per quasi 5 milioni di euro e dà vita alla FC Bari 1908. Sembrava l’inizio della rinascita, al Bari si avvicina l’imprenditore malese Dato Noordin, ma anche qui il tutto finisce con un nulla di fatto. Nell’estate del 2016 Paparesta non riesce a sottoscrivere un aumento di capitale di 7 milioni e mezzo di euro. A questo punto la squadra passa nelle mani del socio di minoranza Cosmo Giancaspro che riesce a rilevare il restante 95% delle quote. Passano altri due anni e nell’estate del 2018 arriva il definitivo fallimento, il titolo sportivo torna nelle mani dell’allora sindaco Antonio Decaro che, tramite una manifestazione di interesse, lo assegna alla Filmauro di Aurelio De Laurentiis, dando vita al secondo caso di multiproprietà nel calcio italiano. Si riparte dalla Serie D, si sfiora la promozione in Serie A ma alla fine si torna nel baratro della C, in un’estate ancora molto movimentata sulle vicende extra calcio del Bari.







