Gli elementi di prova raccolti nel corso dell’istruttoria non consentono di ritenere provata oltre ogni ragionevole dubbio la responsabilità penale dell’imputato in relazione al reato di maltrattamenti. Emerge invece, a parere dei giudici, un quadro probatorio insufficiente e contraddittorio. Con queste motivazioni, la seconda sezione penale del tribunale di Bari ha assolto un 59enne barese, assistito dagli avvocati Antonio La Scala e Daniela Marzano, accusato dalla sua ex moglie di averla ripetutamente maltrattata in preda ai fumi dell’alcol, offendendola anche davanti al loro figlio di 10 anni, affetto da patologie invalidanti.
Le avrebbe detto, fra l’altro, ‘Fai schifo, ti odio, non provo più niente per te’, l’avrebbe spinta facendola cadere, l’avrebbe schiaffeggiata e avrebbe usato espressioni minacciose, come ‘Te la farò pagare’. In un caso, le avrebbe spinto la testa contro il muro provocandole lesioni guaribili in 7 giorni. Ma le accuse della donna non avrebbero trovato supporto nelle testimonianze di terzi. La documentazione depositata dalla difesa dell’imputato ha evidenziato che fu la donna a presentare ricorso per separazione già il 3 maggio 2021 e che il presidente della Prima Sezione Civile del Tribunale di Bari aveva disposto l’affidamento condiviso del figlio minorenne con collocamento previlegiato presso la madre, lasciando a carico del padre l’obbligo di versare 200 euro alla madre per il mantenimento del figlio, ma rigettando la richiesta della donna di assegnazione della casa familiare.
Successivamente le parti hanno trovato un accordo per una separazione consensuale in conseguenza del quale lei aveva rimesso la querela. “Alla luce della documentazione prodotta – scrive il giudice Marco Guida – appare evidente che, nell’immediatezza della decisione delle parti di porre fine alla loro unione coniugale, si è verificato un clima di accentuata litigiosità che ha poi portato la donna a proporre ricorso per la separazione. Non vi sono elementi per ritenere che tale conflittualità sia poi trasmodata in una condotta maltrattante: il racconto della donna è stato molto confuso, senza alcun preciso riferimento cronologico a fatti o momenti individuabili”.







