Lo champagne è arrivato in paradiso. Questa mattina Peppino di Capri si è spento nella sua amata isola, a villa Castiglione, all’età di 86 anni dopo una lunga malattia. All’anagrafe Giuseppe Faiella, è considerato uno tra i protagonisti più importanti della musica leggera, attraversando oltre sessant’anni di musica italiana.
Ma la sua napoletanità è stata sempre amata anche dai baresi. Il suo legame con la città di San Nicola è stato sempre forte. Lo si ricorda nel 1982 quando partecipò alla storica rassegna canora “Azzurro”, organizzata all’interno del Teatro Petruzzelli. In quel festival Peppino di Capri partecipò alla prima edizione con le cover “Venus” e “Forever” nella stessa squadra di Fred Bongusto, Enrico Ruggeri, Franco Simone e altri nomi storici dell’epoca, che contribuirono a formare la squadra ‘Mediterranea’ di quell’edizione.
Ma celebre fu anche la sua partecipazione al Multicuturita Jazz Festival a Capurso, nel 2018, occasione nella quale festeggiò sessant’anni di carriera riproponendo successi come Roberta e Champagne in chiave jazz, affiancato dal trio del pianista americano Emmet Cohen.
Interprete della grande musica italiana e pianista raffinato, tra i suoi brani simbolo ci sono ovviamente Champagne, Roberta e Luna caprese. Ed è stato autore della sigla di chiusura della fiction Rai “Capri”, insieme al figlio Edoardo, con la canzone Le donne amano. Con lui se ne va un pezzo di storia della musica italiana e
internazionale lasciando un repertorio così elegante e raffinato che appartiene solo ai grandi.








