Una crisi italiana, non solo pugliese. Si è conclusa con l’intervento del governatore Antonio Decaro (e l’utilizzo di alcuni grafici) la seduta monotematica sulla Sanità del Consiglio Regionale. Nel corso della lunga riunione, durata circa 6 ore, non sono mancate polemiche, a partire da questioni tecniche come la messa in discussione di alcuni consiglieri sulla durata dei singoli interventi, fino all’acceso dibattito sul “buco o disavanzo”, che dir si voglia, che ammonta a circa 350milioni di euro, da cui poi è scaturito l’aumento dell’Irpef regionale.
I costi della sanità crescono più rapidamente del fondo sanitario nazionale, spiega il presidente della Regione Puglia.
Nel 2025 la spesa effettiva è stata di 141 miliardi che ha superato i fondi dello Stato che sono di 136 miliardi. “La situazione per il futuro non è rosea per noi e per le altre regioni italiane e ne dobbiamo prendere atto. Noi – ha sottolineato Decaro – abbiamo fatto una scelta di aumentare l’Irpef a chi se lo poteva permettere. Non abbiamo aumentato a tutti”.
Durante l’intervento del presidente ci sono stati momenti di tensione e richiamo della presidenza del Consiglio quando dai banchi dell’opposizione sono stati esposti manifesti con slogan ‘Antonio Decaro = + tasse’.







