La disabilità esiste fino a un certo punto. Esiste invece il valore da assegnare ad abilità diverse, anche sotto l’aspetto squisitamente professionale. È stato inaugurato ieri Insuperabar, l’orto-bistrot inclusivo fortemente voluto da Contasudinoi, organizzazione di volontariato da tempo punto di riferimento per le sue iniziative di stampo solidale e inclusivo, non solo a Molfetta. Insuperabar, che ha sede in via dei Viaggianti 2, è il culmine di un progetto finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico “Impresa possibile” della Regione Puglia, sposato da LUO, (società da sempre attenta ai bisogni delle persone fragili) a sostegno di Cooperativa sociale Arancio, capofila del progetto.
All’inaugurazione ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Presenti soprattutto loro, i sette componenti del team di lavoro: Antonella, Dario, Daniela, Andrea, Alessandro, Pasqua e Susanna. Con i loro sorrisi, la loro spontaneità, la loro voglia di imparare, crescere e mettere a disposizione il proprio talento, sono stati i protagonisti del taglio del nastro.
“L’idea di Insuperabar nasce da una premessa tanto semplice quanto potente: non si deve lasciare nessuno indietro – afferma Diletta Rosati, presidente di Contasudinoi – E per rendere reale questo principio, occorre che la comunità non si fondi su un pietismo il più delle volte inutile, ma sia protagonista di un riscatto. È la comunità che lavora per la comunità. Con questo progetto puntiamo a valorizzare il talento di questi ragazzi e queste ragazze, dando loro delle opportunità che meritano. La loro passione, il loro entusiasmo ci riempie il cuore”.
“La disabilità è un termine abusato – spiega Giulio Saitti, direttore generale di LUO – Per me non è esiste, o meglio esiste solo per quanto attiene alle barriere architettoniche e mentali e noi vogliamo abbatterle. Questi sono ragazzi semplicemente speciali. Avevamo in mente il progetto Insuperabar da tempo, abbiamo creato la squadra insieme a Cooperativa Arancio, abbiamo partecipato e dato avvio a questo progetto. Ecco, tra gli aspetti più belli, sottolineo proprio questo: siamo partiti da un foglio bianco e siamo arrivati fin qua”.
“Parafrasando Sant’Agostino, che diceva “ama e fa’ ciò che vuoi” – afferma Lelio Borgherese, presidente di LUO – noi diciamo “includi e fa’ ciò che vuoi”. Quando si lavora sull’inclusione dei talenti, delle persone, mettendo insieme pubblico e privato, impresa e cooperativa, si ottiene un risultato straordinario e qualcosa che dà senso e corpo all’essere comunità. Oggi trasformiamo questa parola in una realtà di fatto, con un’attenzione al green e al km 0. Non mancherà la tecnologia, elemento di inclusione al servizio delle persone. Oggi inizia un nuovo capitolo della nostra storia”.








