Dalle indagini sulle due gambizzazioni compiute a Bari nell’ambito di una faida mafiosa interna al clan Strisciuglio è emerso che la mamma di uno dei due ragazzi feriti ha tentato di indurre il figlio a mettersi in discussione e a rivedere le proprie scelte di vita; la mamma di uno dei due indagati ha invece rivolto un appello alle autorità e alle forze dell’ordine, cercando nello Stato un interlocutore autorevole mediante il quale poter salvare il futuro del proprio ragazzo. Ad illustrare il ruolo cruciale di queste mamme è stato il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda di Bari, Giuseppe Gatti, nel corso della conferenza stampa nella quale sono stati forniti dettagli sui due arresti per i due agguati.
Si tratta – ha detto Gatti – di “un segnale di novità, di un importante cambiamento”. “Come sempre accade in questi casi, probabilmente, non è un caso che i protagonisti siano le donne, siano le mamme, cioè persone legate da un vincolo di amore e di affetto speciale nei confronti dei propri figli”. “Abbiamo dei segnali in cui queste mamme chiedono aiuto, in cui queste mamme, in qualche modo, cercano di convincere i propri figli nel cambiare strada, cercano in qualche modo di far capire che la logica mafiosa è una logica di morte, è una logica che non ha futuro”.
“Ascoltami, lo vuoi un consiglio da mamma: quando vai a trovarti un lavoro… togliti da in mezzo a questo storia… togliti, togliti”. Questo è infatti il disperato appello che la madre di Gabriele Muserra, gambizzato il 14 aprile a Bari, avrebbe rivolto al figlio nel tentativo di dissuaderlo dal frequentare ambienti vicino alla criminalità organizzata. Muserra era stato raggiunto da colpi di arma da fuoco in un agguato compiuto tra via Dante e via Ravanas, nel rione Libertà di Bari. Per questa vicenda e per un altro agguato, il gip di Bari ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Antonio Strambelli, di 33 anni, e Ignazio Raggi, di 21. “Mò speriamo che ti sei spaventato”, continua la donna, con l’auspicio che, dopo l’agguato subito, il figlio potesse ravvedersi e uscire dal circuito mafioso in cui si era inserito. “Ora è andata bene – prosegue la mamma di Muserra – la prossima volta te ne vai al cimitero, io ne sono convinta, ed io a piangere al cimitero non ci voglio venire”.
Da fonti investigative si apprende dell’apprensione nei confronti della vita del figlio da parte anche della madre di Raggi. La donna – a quanto viene riferito – ha denunciato alle autorità l’esistenza di un post su TikTok con raffigurata la foto del figlio e la didascalia: “A San Nicola non penso arrivo, verrò trivellato (crivellato, ndr) prima”. Due reazioni che si inseriscono nel più ampio quadro tracciato dalla Procura di Bari e relativo al ruolo svolto dalle madri nella vicenda, descritte come donne preoccupate per il futuro dei propri figli e intenzionate a persuaderli nel prendere le distanze dal clan mafioso.







