Un foglio di carta, scritto in un chiaro e deciso stampatello, incastrato sotto i tergicristalli di un’auto in sosta sul lungomare di Castellaneta Marina. Poche parole, ma tagliate con l’accetta, capaci di trasformare una normale strada di quartiere nel teatro di una presa di posizione silenziosa quanto potente: “A te a cui tuo marito urlava per sistemare un parasole, auguro il coraggio di lasciarlo”. Inizia così il messaggio che una passante avrebbe lasciato sul parabrezza di un’auto parcheggiata a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto. Il motivo? Le urla di un uomo nei confronti di una donna, presumibilmente sua moglie, vittima di un trattamento che alla passante non è passato inosservato, tanto che si sarebbe munita di carta e pennarello per lasciare un messaggio a chiare lettere. “Meriti sicuramente rispetto e un vero uomo”, è la parte finale del testo, in cui non mancano espressioni colorite nei confronti dell’uomo urlatore.
Un gesto rapido, quasi rubato, che in poche righe racchiude una rabbia antica, una solidarietà viscerale e un imperativo che non ammette repliche: lascialo. La scena è stata poi notata da un cittadino, che ha pubblicato la foto del cartello su un gruppo social della città tarantina: il post è diventato virale in un attimo scatenando una marea di commenti, tutti di estrema solidarietà alla donna: “Bellissimo messaggio, spero solo che la destinataria, trovi il coraggio di ascoltarlo”, “Dilaga l’omertà. Questa persona ha avuto coraggio e buon cuore. Asoltalo e rifletti!”. Ma c’è anche chi pensa che quel biglietto potrebbe aver creato altri problemi alla donna: “Spero solamente che lei legga e distrugga il messaggio prima che lo veda il marito”, “Purtroppo quel biglietto per quanto scritto in buona fede le darà solo altri problemi”. “Probabilmente di schiaffi o urla ne avrà già presi tanti, magari il biglietto le darà la possibilità di realizzare quanto sia ingiusto sopportare una vita del genere”, è la risposta di una donna allo scetticismo.
Insomma, scene purtroppo quotidiane, di quelle di fronte a cui spesso la gente abbassa lo sguardo, affretta il passo o finge di non sentire per non cacciarsi nei guai. Questa volta, però, l’indifferenza non ha vinto. Non sapremo mai se la donna abbia letto quel foglio da sola o se sia stata costretta a nasconderlo in fretta per paura di altre urla. Non sapremo se quel messaggio diretto, privo di filtri, sia servito a piantare un seme di consapevolezza o a dare la spinta decisiva per dire basta. Ma resta il valore di un gesto che rompe il muro del silenzio: un promemoria ruvido per ricordarci che la violenza non va mai normalizzata e che il coraggio di tirarsi fuori è spesso l’unica vera strada per salvarsi.








