Storico traguardo per uno degli appuntamenti enogastronomici più amati e longevi della Puglia. Sammichele di Bari festeggia la 60ª edizione della sagra della zampina, del bocconcino e del buon vino, in programma dal 25 al 27 settembre 2026. Un’edizione speciale che celebra la zampina, rinomata spirale di carne nata come insaccato povero e diventata eccellenza internazionale IGP.
La nascita della sagra, avvenuta nell’autunno del 1967 sotto l’impulso amministrativo di un giovanissimo Nicola Madaro neosindaco di Sammichele e dall’intuizione illuminata del professore Dino Bianco, è organizzata in soli dieci giorni. L’idea di sagra però ancora non è così diffusa nel Belpaese, men che meno nel Mezzogiorno. Tra le primissime in Puglia assieme alla già rodata sagra del carciofo nel Tavoliere, il risultato è una prima edizione, storica quanto improvvisata, che nonostante lo scetticismo di molti raccoglie grande entusiasmo e la frenesia dei macellai del paese.
La sera di martedì 31 ottobre 1967, il piccolo borgo è invaso da un’affluenza di forestieri mai vista se non dal passaggio delle truppe alleate nella Seconda guerra mondiale. Ad affiancare la zampina che al dettaglio è venduta a 1.400 lire al chilo, i commercianti promuovono bocconcini di mozzarella e il vino locale. La quantità dell’insaccato preparata è presto completamente esaurita e gli addetti ai lavori sono costretti a rinchiudersi in laboratorio per produrne altra per soddisfare le autorità e la folla. Il taglio del nastro inaugurale è affidato alla consorte del prefetto di Bari dottor Alberto Novello. Ad esibirsi in piazza Vittorio Veneto ci sono ‘I Semplici’, un gruppo musicale molto in voga negli anni Sessanta e particolarmente quotato nella provincia, già protagonista in feste nunziali e cerimonie varie; la conduzione della serata consegnata alle ottime capacità comunicative del giovane studente universitario Donato Savino. Sono stanziate 350.000 lire di cui quasi la metà serve per ingaggiare la band.
Forte dello straordinario esito del primo anno, l’edizione che segue segna la strutturazione definitiva dell’evento di cui lo spostamento della data anticipata all’ultimo fine settimana di settembre per evitare piogge e maltempo autunnale, la costituzione di un comitato organizzatore dedicato e la spinta promozionale con grandi nomi del panorama musicale come Peppino di Capri, Fiorella Mannoia o Zucchero.
Quella della sagra è una sentita tradizione comunitaria che non ha mai subito interruzioni dal 1967, una manifestazione che ha saputo resistere al tempo e alle crisi — comprese l’epidemia di colera, la crisi della mucca pazza e la pandemia di covid-19 — trasformando radicalmente l’economia di un tranquillo ‘casale’ della Murgia barese.
Nata all’interno della civiltà contadina dall’esigenza di non sprecare nulla e recuperare i ritagli meno pregiati della macellazione, la zampina è oggi il simbolo di un riscatto culturale ed economico. La ricetta tradizionale prevede l’impiego di carni fresche macinate di bovino e ovino, condite con pomodoro fresco e addizionate di formaggio stagionato, pepe, sale e basilico. Cotta rigorosamente alla brace sulle ‘fornacelle’, l’insaccato rappresenta la sintesi perfetta tra l’ingegno dei macellai locali e l’identità del territorio.
Dalle circoscritte centinaia di avventori delle primissime edizioni agli attuali decine di migliaia di visitatori, la sagra della zampina ha dimostrato come la continuità organizzativa e la tutela istituzionale possano trasformare una ricetta povera in un motore di sviluppo economico e importante attrattore turistico.
Dopo il riconoscimento tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) nel 2001, il sigillo europeo con l’iscrizione nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) ottenuto nel giugno 2026 chiude un cerchio lungo sessant’anni. Un traguardo che rende omaggio alla visione di gruppi di amministratori e all’ostinazione dei maestri macellai, al prestigio e allo spirito identitario di una comunità, nonché a un prodotto divenuto eccellenza internazionale: una spirale di sapori ed emozioni che continua a profumare le notti di Sammichele di Bari.














