La Puglia è al terzo posto nella classifica nazionale delle illegalità ambientali. Nel corso del 2025 ne sono stati accertati 3.601, il 10,1% del totale italiano. I dati sono contenuti nel rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente. Tre province, in particolare, sono fra le prime dieci: Bari è sesta con 985 reati, Lecce ottava con 847 (+30,6% sul 2024) e Foggia nona con 838 (+16,6%). Lecce è inoltre seconda in Italia per illeciti amministrativi, con 3.408 contestazioni. La regione risulta inoltre prima per reati legati agli incendi boschivi e di vegetazione con 611 casi e 8.152 ettari bruciati. Nel ciclo illegale dei rifiuti la Puglia risulta anche terza a livello nazionale, mentre è seconda nel ciclo del cemento: concentra l’11,9% dei reati italiani di questa filiera, con 940 persone denunciate e 142 sequestri.
Sul fronte della corruzione connessa ad attività a impatto ambientale, tra il primo maggio 2025 e il 30 aprile scorso sono state censite nella regione 7 inchieste, quarto dato regionale, e 53 arresti, terzo dato italiano. Venendo agli incendi boschivi, In provincia di Foggia sono stati contestati 254 reati, secondo dato provinciale italiano. Per gli illeciti amministrativi relativi agli incendi, Foggia e Lecce sono a quota 364 ciascuna, Bari a 348 e Taranto a 224. “Servono più controlli coordinati, strumenti investigativi e impianti sicuri – spiega Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia – contro l’abusivismo edilizio occorrono risorse e demolizioni effettive. Chiediamo il pieno recepimento delle norme europee a tutela penale dell’ambiente e un impegno stabile delle istituzioni sul territorio”. Legambiente Puglia propone, infine, alla Regione la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la creazione di un presidio permanente di osservazione sulla legalità ambientale in Puglia, da sviluppare in raccordo con l’Osservatorio legalità.







