Fino a poche ore fa, attorno a Villa Giustiniani – la storica Casa rossa tra via Fanelli e largo Omodeo, nel quartiere San Pasquale di Bari – il verde superstite sembrava aver perso la battaglia contro incuria e inciviltà. Tra rami secchi, aiuole soffocate e vegetazione fuori controllo, spuntavano buste della spesa, resti di cibo, bottiglie di plastica, cartoni bruciati e tende da campeggio abbandonate. Un inventario del degrado tanto ricco da far avere bandiera bianca persino al verde: il cartello “Incivili”, comparso tra gli alberi, aveva finito per riassumere la situazione meglio di molti comunicati, con un solo termine secco e nessun giro di parole.
Nel frattempo, i residenti continuavano a segnalare il problema all’Amiu, chiedendo la rimozione dei rifiuti e un intervento capace di restituire decoro a un luogo che non è un angolo qualunque della città. La villa, dimora di fine Ottocento legata al giurista Vittorio Giustiniani, sorge infatti su un’area di interesse storico e conserva al di sotto un ipogeo tardoantico. Vincolata negli anni Ottanta e acquisita dal Comune nel 2017, è da tempo al centro di progetti di recupero e valorizzazione rimasti, agli occhi del quartiere, più facili da annunciare che da vedere.
Dopo mesi di segnalazioni, la zona è stata finalmente liberata dai rifiuti l’8 ottobre. Gli operatori sono intervenuti rimuovendo gli accumuli che avevano trasformato il perimetro della Casa rossa in una discarica a cielo aperto. Un ‘prima e dopo l’intervento’ che mostra il suo cambiamento già a colpo d’occhio: spazzati via sacchetti, bottiglie e materiali abbandonati, ora il posto appare sgombro. Non è ancora la riqualificazione complessiva che Villa Giustiniani attende da anni, ma è un primo passo concreto – e, dopo tanta attesa, anche il verbo “rimuovere” suona quasi rivoluzionario.
Tra gli abitanti prevalgono sollievo e prudenza. “Abbiamo segnalato il problema per mesi. Vedere finalmente l’area pulita fa piacere, ma ora serve continuità: non vorremmo ritrovarci punto e a capo tra una settimana”, dichiara un commerciante della zona, a cui fa eco il commento di un cliente: “Alla fine ce l’abbiamo fatta. Evidentemente anche i sacchetti avevano bisogno di un lungo preavviso prima di traslocare”. E c’è chi richiama il valore del luogo: “Qui non chiediamo effetti speciali, ma manutenzione ordinaria e rispetto. La villa è un pezzo di storia del quartiere, non lo sfondo per l’abbandono”. Insomma, che la pulizia non resti un episodio.
L’intervento chiude, almeno per ora, il capitolo più visibile dell’emergenza. Resta però aperta la questione della cura costante dell’area, mentre il quartiere continua a fare i conti anche con i disagi legati ai lavori del Brt, agli accessi pedonali e alla sosta. La speranza dei residenti è semplice: che il “dopo” non duri il tempo di una fotografia e che Villa Giustiniani smetta di essere ricordata soltanto quando il degrado supera il livello di guardia. Perché pulire una volta è una buona notizia; evitare di dover ricominciare da capo sarebbe una notizia ancora migliore.

















