Gasolio alle stelle, manodopera sempre più difficile da reperire e prezzo dell’olio in picchiata. Gli olivicoltori pugliesi cercano di sopravvivere a una crisi senza precedenti. Le importazioni di olio dai Paesi del Nord Africa e da altri mercati hanno innescato un effetto a catena: il valore del prodotto pugliese è crollato, arrivando a toccare i 4 euro al litro. Le scorte della produzione 2025 sono ancora invendute e, con quotazioni così basse, avviare la commercializzazione diventa difficile. Una situazione critica per le piccole realtà produttive e per migliaia di lavoratori: la crisi rischia di provocare il licenziamento di 30mila persone.
Anche i frantoi sono in estrema difficoltà. L’allarme era stato lanciato già alcuni mesi fa, ma, secondo gli addetti ai lavori, è rimasto inascoltato. Gli olivicoltori sono pronti a mantenere alta l’attenzione su una crisi che rischia di compromettere uno dei settori più importanti dell’economia pugliese.







