Si temeva il peggio, ma a Bari il primo sabato di mobilitazione annunciato dal Movimento 17 ottobre si è risolto in un raduno di poche decine di ragazzi, senza tensioni e senza alcun episodio di violenza. Forse anche la notizia dell’individuazione del 30enne che avrebbe gestito le chat del ‘Movimento’ ha scoraggiato i facinorosi. Non è ancora certo. Quel che è sicuro è che una protesta è nata in piazza del Ferrarese, dove alcuni ragazzi si sono ritrovati per iniziare la loro protesta, in modo del tutto pacifico.
Le preoccupazioni nascevano da quanto accaduto una settimana fa. La sigla Movimento 17 ottobre è comparsa dopo le manifestazioni contro il carovita e ha annunciato proteste ogni sabato pomeriggio in otto città italiane, a partire da oggi, 24 ottobre. Nei giorni precedenti, su Telegram, Session, Signal e TikTok circolavano messaggi che preannunciavano nuove violenze dopo i saccheggi del 17 ottobre, mentre il Governo ha varato un decreto che prevede fino a cinque anni di carcere e 20mila euro di multa per chi compie azioni violente durante i cortei. Un clima che aveva fatto temere anche a Bari una piazza affollata e difficile da gestire, con il rischio di caos e disordini.
Nulla di tutto questo si è verificato. Per buona parte del pomeriggio il centro cittadino è rimasto praticamente vuoto, senza alcun segnale di mobilitazione. Solo intorno alle 16.30 sono comparsi i primi ragazzi, alcuni con qualche striscione. Si trattava in gran parte di giovani “sciolti”, non riconducibili a sigle organizzate, ai quali si sono aggiunti alcuni appartenenti a gruppi e diversi studenti universitari.
Il presidio si è svolto con assoluta tranquillità. I manifestanti sono in piazza del Ferrarese, a ridosso del lungomare e della città vecchia, esponendo i loro striscioni senza creare problemi all’ordine pubblico.
I ragazzi hanno manifestato “contro il caro vita e il governo Meloni”. “Se non protesti – dice Angelica da Taranto all’Ansa – non ti fai vedere e non ti ascolta nessuno, soprattutto il governo”. La protesta, aggiunge, “è contro la premier Meloni e contro il carovita”. Un altro ragazzo, Simone, dice di essere “contro il capitalismo e le lobby”, ma anche “contro tutte le guerre”. “Abbasso la violenza – aggiunge – però dobbiamo far vedere che il popolo è stanco. Siamo qui non per fare i vandali, io sono apolitico”.
“Sono qui in piazza perché penso che ci sia un sentore giovanile di riscatto e di protesta”, ha invece detto la coordinatrice dell’associazione studentesca Cambiare Rotta Bari, Antonella De Renzo. “Siamo tutti qui per queste ragioni – ha aggiunto – contro le scelte di questo governo che si concentra sulla guerra piuttosto che sulla sanità, sulla formazione e su quello che dovrebbe veramente interessare, come i posti di lavoro”.
Il corteo non autorizzato si è poi concluso al Molo San Nicola. I manifestanti si sono dispersi senza incidenti. Poco prima c’erano stata qualche tensione con un gruppo di militanti di destra che stava facendo la ‘ronda’ per evitare – avevano dichiarato nel pomeriggio – che ci potessero danneggiamenti ed episodi come quelli di Milano di sabato scorso. I giovani manifestanti, riuniti in corso Vittorio Emanuele, avevano incrociato i militanti di destra, separati da un cordone di forze dell’ordine in assetto anti sommossa: i due gruppi non sono entrati in contatto, c’è stato solo qualche slogano e coro.
Poco prima il presidio si era fermato davanti alla Prefettura di Bari, dopo aver attraversato via Argiro. Qui i manifestanti, a qualche decina di metri dal Consolato onorari di Israele protetto dagli agenti, hanno urlato slogan come “scuole, ospedali. Contro le spese militari” e “polizia bastarda, polizia assassina. Bari colonia Palestina”. Epiteti rivolti anche contro la premier Meloni.









