Non saranno sottoposte a misura cautelare tre delle 13 persone indagate, a vario titolo, per corruzione, falsità ideologica, ricettazione e subappalto illecito nel nuovo filone sugli appalti pilotati nella Asl barese. Sono iniziati oggi gli interrogatori preventivi fissati dal gip Giuseppe Montemurro che dovrà poi decidere se sottoporre gli altri indagati alle misure richieste dai pm: domiciliari per 7, divieto di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali per altri 5, sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per un imprenditore.
È stata la stessa accusa, rappresentata dal procuratore capo Roberto Rossi, dall’aggiunto Ciro Angelillis, e dai pm Claudio Pinto e Savina Toscani, a rinunciare agli arresti domiciliari per Gianmichele L’Abbate, dipendente Sanitaservice, e al divieto di esercitare attività imprenditoriali per Anna Losacco e Teresa Castrovilli: per tutti sarebbero venute meno le esigenze cautelari, come rappresentato in aula dai difensori. Per gli altri 5 sentiti oggi i pm hanno insistito sulle richieste. Per loro, e per gli altri 5 che saranno interrogati domani, il gip deciderà nei prossimi giorni.
Per la Procura, il sistema degli affidamenti dei lavori sulle strutture della Asl barese sarebbe stato condizionato negli ultimi anni da uno stretto rapporto corruttivo tra funzionari e imprenditori.







