Sensori sottilissimi, realizzati con materiale piezoelettrico, in grado di trasformare il tocco e la pressione in un segnale elettrico e quindi di trasferire, in un prossimo futuro, il senso del tatto a pinze robotiche e protesi, recuperando anche energia dalle suole delle scarpe mentre si cammina o si corre. A progettarli e studiarli è un gruppo del dipartimento interuniversitario di Fisica dell’università Aldo Moro e del Politecnico di Bari, guidato dalla professoressa Anna Maria Coclite, che ha inaugurato stamattina nel capoluogo pugliese il suo laboratorio ThinFilm Lab per proseguire la ricerca iniziata nell’università di Graz, in Austria. Erano presenti, fra gli altri, la docente, il rettore di UniBa Roberto Bellotti, e il direttore del dipartimento Sebino Stramaglia.
Le applicazioni su cui il gruppo punta nel breve periodo sono l’agritech e la produzione di energia, mentre l’applicazione biomedicale rimane un grande obiettivo ma in una prospettiva di più lungo raggio. I ricercatori hanno inoltre portato la lettura del segnale dal cavo al bluetooth, e questo permette di costruire prototipi portatili da mostrare anche fuori dal laboratorio. Coclite si è laureata in Chimica e ha conseguito il dottorato a Bari, ha lavorato al Mit di Boston e poi alla Graz university of technology dove ha avviato la ricerca sui sensori a film sottili. Dal 5 febbraio 2024 è professoressa ordinaria a Bari e ha trasferito qui tutta la strumentazione. “Dare il tatto alle macchine – ha detto – cambia il modo in cui robot, protesi e dispositivi indossabili interagiscono con il mondo”.












