Per Rastelli è arrivato il momento delle scelte. Il rendimento in campo dei calciatori più esperti impone delle riflessioni. La questione riguarda soprattutto il centrocampo, il cuore della squadra. Un reparto che non riesce a dare ritmo, intensità e qualità alla manovra. Vero, finalmente ha recuperato dall’infortunio Darboe, pezzo unico in rosa per caratteristiche. L’unico in grado di alzare i giri del motore, di strappare, di far valere la propria fisicità . Ma da solo non basta. Il Bari resta una squadra piatta, mai capace di imporsi sugli avversari.
Sul banco degli imputati chi in questo momento sta deludendo le attese. Su tutti Grgic, in recupero da un fastidio al nervo sciatico, fortemente voluto dal direttore generale Pierpaolo Marino. Da lui ci si aspettava personalità ed esperienza, visti i suoi trascorsi europei. ma Grgic sta facendo fatica a prendere per mano la squadra e capire i ritmi del calcio italiano. Troppo lento e compassato in regia. Poco aggressivo e sempre scolastico nelle giocate. Alle sue spalle spinge forte il giovane classe 2008 Prisco, più intenso, più dinamico, più nel vivo del gioco e della manovra.
Un altro giocatore in difficoltà è Mendicino, un altro di quelli su cui Marino era pronto a scommettere. Da play o mezzala, il suo rendimento non cambia. Prestazioni sempre anonime, poca gamba, poca personalità. Momento di flessione anche per Maggiore, nonostante le sue 4 reti in campionato. Se non gli riesce il classico inserimento in area di rigore, Maggiore fatica a imporsi in mezzo al campo. Difficoltà nelle due fasi, poca pulizia tecnica nelle giocate e l’incapacità di prendersi responsabilità nei momenti decisivi.
E allora non può non prendere quota la candidatura di Colangiuli nel ruolo di mezzala. Il ragazzo barese sta dimostrando di attraversare un periodo di forma importante. A centrocampo aggiungerebbe ritmo, cambio di passo e qualità. Se i senatori stentano, puntare sulla freschezza e sull’esuberanza dei giovani può rappresentare la giusta via per provare a riprendere la marcia.







