Università Bari, tasse più alte per studenti stranieri. Protesta: “Non ci sono studenti di serie B” – VIDEO

“La cosa migliore di Bari non è il cibo, non è la focaccia ma è il fatto che sia una città aperta e ancora economicamente accessibile”. Parla così Damiana, studentessa bulgara che questa mattina, 4 novembre, ha preso parte al presidio organizzato dall’associazione studentesca Udu Bari per chiedere una posizione definitiva alla governance accademica in merito al nuovo regolamento sulle tasse per gli studenti internazionali.

Al centro della querelle, il nuovo sistema di calcolo della contribuzione che non terrà più conto del reddito effettivo delle famiglie, ma del Paese di provenienza e del Pil pro capite. Una misura nata per contrastare gli abusi di chi dichiara meno per pagare meno, e che potrebbe determinare aumenti fino a 2.600 euro l’anno per la maggior parte degli studenti stranieri. Niente più ISEE, quindi, e niente più autodichiarazione.

Per il sindacato degli studenti c’è una contraddizione di fondo: come può l’Università di Bari diventare più internazionale se al contempo aumenta le tasse degli studenti stranieri? Udu Bari chiede, quindi, che chi si è immatricolato entro l’anno accademico 2025-26 possa continuare ad accedere al vecchio regime contributivo. L’Università, dal suo canto, ha rinviato la proposta per verificarne la sostenibilità.

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