Effetto Covid, allarme Coldiretti: “Cinghiali assediano città e campagne”. Protesta agricoltori anche a Bari

Con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto proliferano, con un aumento del 15%, i cinghiali che invadono città e campagne di Puglia. A lanciare l’allarme – in occasione della protesta di agricoltori, cittadini e istituzioni in tutta Italia, a partire da piazza Montecitorio a Roma – è Coldiretti. A Bari sono oltre 1.000 gli agricoltori e allevatori che si sono dati appuntamento questa mattina sul lungomare, davanti al palazzo della Regione.

“I branchi – sottolinea Coldiretti Puglia – si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi dove giocano i bambini. Distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone. La situazione è diventata insostenibile nelle campagne, con danni per almeno 15 milioni di euro all’anno”.

“Senza dimenticare – aggiungono da Coldiretti – il pericolo della diffusione di malattie evidenziato dallo stesso Piano di sorveglianza e prevenzione per il 2021 pubblicato dal ministero della Salute, che ribadisce come i cinghiali abbiano una responsabilità fondamentale per la diffusione della Peste Suina Africana”. In Italia. dopo il lockdown per l’emergenza Covid, i cinghiali hanno raggiunto la cifra record di 2,3 milioni di esemplari.

La Coldiretti chiede che le Regioni si coordinino strettamente con lo Stato e operino in modo risoluto per attuare le misure previste per il controllo e il contenimento dei cinghiali, affinché:

  • gli agricoltori possano avanzare richiesta di intervento e procedere direttamente in quanto muniti di apposita licenza;
  • l’attività di coordinamento delle azioni di contenimento e prelievo spettino alla polizia municipale e provinciale;
  • gli agricoltori vengano coadiuvati dalle stesse forze dell’ordine, da guardie venatorie volontarie ma possano delegare le attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale;
  • il calendario venatorio venga allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio;

• che la regia complessiva di tali azioni di contenimento e prelievo sia affidata al prefetto in quanto “competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.

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