“Questa non è scuola, non è lavoro. Vogliamo sicurezza e diritti, stop Pcto e stage che insegnano la precarietà”. È il messaggio della Rete degli Studenti Medi che oggi sta vivendo una giornata di mobilitazione, a una settimana dalla morte di Lorenzo Parelli, avvenuta durante uno stage formativo a Lauzacco, in provincia di Udine. La manifestazione parte proprio da Udine, dove alle 9 in Piazza Primo Maggio si sono radunati studenti e studentesse per ricordare Lorenzo e “lanciare un segnale affinché Ministero e Governo diano risposte”, come riporta un comunicato.
A Bari gli studenti si sono dati appuntamento in via Castromediano, dove ha sede direzione generale dell’ufficio scolastico regionale per la Puglia, con uno striscione: “Di scuola-lavoro non si può morire”, è scritto. Sulla facciata del palazzo, nella notte tra domenica e lunedì, erano state realizzate delle scritte con una vernice spray di colore rosso: “La scuola uccide”, “L’alternanza uccide”, “Assassini”.
Secondo la Rete degli Studenti Medi, “da Ministero e Governo non è stato detto nulla sulla morte di Lorenzo. Fare finta di nulla o trattarla come un tragico incidente non è utile a nessuno. Le indagini proseguiranno, ma è evidente che un problema ci sia e sia profondo”.





