Lo scopo sembra essere sempre lo stesso: rubare auto per poi cannibalizzarne ogni parte e rivendere i pezzi sul fiorente mercato clandestino dei ricambi. Sarebbe dunque questo l’obiettivo della banda ribattezzata “dell’Audi nera” a cui stanno dando la caccia sia la Polizia di Stato sia i Carabinieri in tutto il nord barese. I colpi sono stati messi a segno soprattutto tra Giovinazzo, Bitonto e Terlizzi, ma anche i quartieri a nord del capoluogo, Santo Spirito, Palese e Torricella non sarebbero stati risparmiati dai predoni.
Il minimo comun denominatore dei colpi messi a segno in quelle zone è dato dalla vicinanza di un’Audi modello A3 di colore nero, i cui occupanti agirebbero sempre con grande rapidità. L’auto sottratta ai poveri proprietari viene poi trasportata in campagna, dove viene tagliata da un’altra squadra e i pezzi vengono rivenduti. I primi sono spesso bitontini, i secondi andriesi (nel capoluogo federiciano esiste una squadra della Polizia Locale addetta al solo recupero delle carcasse nell’agro) e l’ultimo anello della catena ha il suo epicentro a Cerignola. Una vera e propria catena spesso gestita dai clan.
Svariate le tecniche per forzare le aperture delle vetture. «Per esempio – spiegano vari portali web del settore – l’uso di una chiave con la quale forzare la portiera e accedere alle informazioni del transponder così da ricreare la chiave giusta. Oppure attraverso il cosiddetto “relay attack”: il ladro d’auto in tal modo non forza la portiera, ma deve solo captare il segnale della chiave elettrica».
Reati predatori odiosi, che avvengono sempre su commissione: a seconda delle richieste del mercato, infatti, si rubano modelli che possono servire a riutilizzare i pezzi di ricambio. L’auspicio di tantissimi proprietari che si sono visti sottrarre spesso anche un mezzo di lavoro è che le forze dell’ordine arrivino al più presto ad individuare questi malviventi.








