L’obbligo vaccinale per i docenti ‘no vax’ della scuola resta fino a metà giugno, ma da venerdì 1 aprile i dirigenti scolastici non potranno impedire loro di tornare a lavorare. C’è un però: chi ha scelto di dribblare il vaccino anti Covid non potrà insegnare, dovrà essere destinato ad altre mansioni. A prevederlo è l’ultimo decreto legge, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 marzo.
“Nella nostra regione la stima è di circa 600 docenti ‘no vax’ – dice Roberto Calienno, segretario generale Cisl Scuola Puglia -. Se ci mettiamo dentro anche il personale Ata, il numero sale più o meno a 2mila unità. Tra il 2 e il 2,5 per cento del totale. Una stima, ribadisco. Perché si tratta di informazioni protette dalla privacy. Le scuole, in totale, sono circa 650: la media, dunque, è di un docente non vaccinato per ogni istituto”.
Ingarbugliata è la questione relativa alle ‘altre mansioni’ che questi insegnanti saranno chiamati a svolgere. Calienno, in questo senso, ci tiene a fare una premessa. “È evidente che siamo di fronte a un vulnus normativo – sostiene, riferendosi a quanto stabilito dall’ultimo decreto legge -. Ed è chiaro che non c’è una equiparazione di trattamento tra il personale docente. La nostra posizione è sempre stata netta: vaccinazione obbligatoria. Purtroppo, però, è stata scelta un’altra strada”.
Una strada che adesso mette il Ministero di fronte a un muro: cosa saranno chiamati a fare i docenti ‘no vax’ che non potranno insegnare? “Abbiamo chiesto chiarimenti – risponde subito Calienno -. La nota diffusa dice di utilizzare questo personale come se fosse personale temporaneamente inidoneo. E quindi dovrebbe essere utilizzato, per 36 ore, in altri compiti. Quali? Supporto all’attività didattica, tutto da inventarsi. Dovrebbero occuparsi di progettazione e programmazione. Tra l’altro, in locali isolati”.
“Riteniamo che il provvedimento sia altamente inopportuno – conclude il segretario della Cisl Scuola Puglia -. Il virus sta camminando ancora velocemente, lo dicono i dati. E se sta facendo poche vittime è per merito del vaccino. L’emergenza sanitaria non è rientrata. Chi non è vaccinato, secondo noi, a scuola non dovrebbe entrare. Per tutelare se stesso, chi ha scelto di vaccinarsi nonostante problemi di salute non di poco conto ed in generale i più fragili”.





