Un nuovo condominio con otto appartamenti al posto di un antico palazzo. A documentare l’avvio dei lavori, cominciati ieri nel cuore di Palese, è un post pubblicato sul principale gruppo Facebook del quartiere a nord di Bari. “C’era una volta”, scrive malinconico l’autore, che correda il post con una serie di foto: una del 1940, le altre degli operai alle prese con le operazioni di “demolizione e ricostruzione del fabbricato” che termineranno a dicembre del 2023, come è spiegato nel cartello affisso sul cantiere.
Il palazzo è quello in corso Vittorio Emanuele, angolo piazza Magrini. Nelle immagini, il momento della rimozione della storica targa dedicata a Nicola Maiorano, “capitano aviatore” palesino, è scritto sul marmo, morto durante la prima guerra mondiale alla giovane età di 26 anni. E ancora la ruspa, che a più riprese abbatte la palazzina.
Lavori leciti, come legittima è la scelta del proprietario dell’immobile. Tra i quasi 200 commenti dei residenti, però, allo stesso tempo regna grande amarezza. “Hanno deciso di cancellare la storia palesina, con un altro mega palazzo – si legge -. Non riconosco più la mia Palese anni ‘80, quando era tutto più genuino. Oggi solo speculazione”. E ancora “Un altro pezzo di Palese, va via. Un pezzo per volta cancelleranno le nostre radici, la nostra storia”.
Tra i commenti c’è anche chi fa riferimento a un eventuale vincolo paesaggistico da rispettare. A cancellare ogni dubbio in merito, confermando la bontà delle operazioni, è la consigliera di municipio Elietta Noviello. “Sull’abbattimento e la nuova costruzione mi preme dire qualcosa – scrive anche lei sui social -. La mia reazione ieri non è stata diversa da quella di molti cittadini, forse anche peggiore. Il nuovo mausoleo che sorgerà vicino casa toglierà l’aria, i ricordi e l’identità di una zona dove un tempo abitavano solo le radici della mia famiglia e noi diretti discendenti”.
La premessa, però, lascia subito spazio a un’altra considerazione. “Ad oggi c’è chi grida allo scandalo per un Permesso di Costruire rilasciato a chi ne aveva diritto. Un diritto che c’è – chiarisce e sottolinea la consigliera -. E se i diritti non vengono rispettati, c’è pure un abuso di potere da parte della pubblica amministrazione”.
“Per far sì che sia l’ultimo diritto concesso – conclude – l’unico rimedio è mettere insieme i privati cittadini per la creazione di vincoli: che si tratti di piano particolareggiato di zona o del conferimento, a una porzione del territorio palesino, dello status di centro storico per la presenza di immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale. I piani particolareggiati non impediscono di costruire a chi ne ha diritto, ma quanto meno consentono di costruire in maniera meno invasiva”.





