“Oggi si chiude una pagina storica del quartiere Japigia. Oggi il Bar Magna Grecia chiude la sua saracinesca per l’ultima volta”. A parlare è Valeria Boccuni, figlia della titolare Maria Aurora Blaco e nipote del mitico signor Antonio: “Mio nonno – racconta -. Un leccese che 48 anni fa ha avuto l’ardire di condividere la sua passione e il suo amore per il caffè col quartiere”. Al civico 5 di viale Caduti di tutte le Guerre.
Il motivo della chiusura è presto spiegato. “Il palazzo che per quasi mezzo secolo ha dato casa al nostro bar è stato acquisito da altri imprenditori – spiega Valeria -. I nuovi proprietari hanno altri progetti rispetto all’immobile e, in questa rivoluzione, il bar non trova più posto. Ci hanno dato un preavviso e ci hanno detto di andare via. Così, purtroppo, siamo stati costretti a chiudere”.
Oggi, sabato 9 aprile, l’ultimo giorno di lavoro. “Una data che difficilmente dimenticherò, che difficilmente dimenticheremo – continua Valeria, riferendosi alla sua famiglia e un po’ a tutta Japigia -. Solitamente si tende a portare nel cuore date dai ricordi belli, dal sapore dolce. Questa, invece, sarà una data che lascerà sempre l’amaro in bocca”.
“Tutti in zona hanno avuto la fortuna di conoscere mio nonno Antonio, venuto a mancare due anni fa – dice ancora -. Tanti bambini, ora adulti, hanno passato le giornate a giocare lì davanti al bar, comprando gelati, patatine e succhi di frutta. Tante amicizie in quel locale sono nate e tante altre sono appassite, ma il ‘signor Antonio’ è sempre stato lì, ad accogliere tutti col suo buon caffè, la sua professionalità, le sue battute pronte e il suo sorriso”.
E insieme a lui tutta la sua grande famiglia. “L’instancabile signora Carmelina con le sue pizze rustiche, le insalate di riso e le tante pizze – ricorda Valeria -. La signorina Flora che, quando non era a scuola ad insegnare, non faceva scappare nessuno dalla cassa. Giancarlo e Roberto che lì sono nati e cresciuti dando sempre il loro aiuto. Io e mio fratello Emanuele che in quel bar ne abbiamo combinate di ogni. E soprattutto mia mamma, che ha preso il posto del nonno e per questo posto ha dato anima e corpo, fino all’ultimo istante. Fino ad oggi. Ognuno di noi, oggi, perde un grande pezzo di cuore”.








