Il senso della pista ciclabile light non sembra essere stato compreso da molti baresi. A pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo tratto di spazio riservato alle due ruote, sul lungomare di Bari, si sprecano le segnalazioni da parte dei ciclisti. La possibilità di pedalare in sicurezza su un tratto di strada molto trafficato si scontra con le vecchie (e cattive) abitudini di alcuni cittadini.
Le possibilità di imbattersi su un’auto parcheggiata sul nuovo percorso erano già state messe in preventivo dai ciclisti che, quotidianamente, fanno i conti con l’inciviltà e il menefreghismo. Nel caso specifico, come si evince dalla foto, ad “attrarre” gli automobilisti è la possibilità di parcheggiare davanti al bar sul lungomare Nazario Sauro. Alle auto si aggiungono anche le moto, un po’ come accade talvolta sulla pista ciclabile di corso Vittorio Emanuele II.
Ed è in casi come questi che viene meno il senso di sicurezza dei ciclisti, costretti ad aggirare l’ostacolo, invadendo la corsia riservata a moto e quattro ruote. Alla stessa maniera, identico problema se la pista ciclabile si allaga. Il temporale di lunedì 2 maggio, ad esempio, pur tenendo in considerazione la grande quantità di acqua caduta in poche ore, ha lasciato enormi pozzanghere a ridosso del marciapiedi. E anche in questa occasione la pista ciclabile si è rivelata impercorribile. A contribuire al lento deflusso dell’acqua piovana – sottolineano alcuni ciclisti – la mancanza di feritoie in alcuni tratti e l’intasamento delle stesse in altri.
Certo è che anche in questo caso, per evitare di bagnarsi o rischiare di cadere, bisogna azzardare un’invasione di carreggiata, considerando che sul tratto di strada in questione la velocità massima consentita viene spesso superata, specie quando c’è meno concentrazione di automobili. L’appello, quindi, è rivolto al Comune e alla Polizia Locale di Bari: un maggiore controllo (rispetto del codice della strada e condizioni della superficie percorribile) può garantire una maggiore sicurezza per i ciclisti.





