Caro gasolio, stato d’agitazione dei pescatori di Molfetta: “Spesa insostenibile. Subito aiuti”

I pescatori di Molfetta, tra marinerie più importati della Puglia, hanno dichiarato lo stato di agitazione per protestare contro il caro gasolio. “Abbiamo iniziato la protesta a inizio marzo, quando il costo del gasolio iniziava ad aumentare. Ormai la spesa è diventata insostenibile – spiega Francesco Minervini, vicepresidente nazionale di Federpesca e direttore di Assopesca Molfetta -. Riconosciamo che Governo e Regione si sono subito attivati con interventi come credito imposta, contributi a fondo perduto, fermo su base volontaria, ma questi interventi ancora non si sono concretizzati”.

Minervini spiega che “gli animi sono esasperati, tutte le marinerie pugliesi stanno protestando, da Manfredonia a Gallipoli, perché andare in mare non potendo neanche recuperare le spese del gasolio è insostenibile. I pescatori – continua – sono stanchi di decisioni annunciate e non ancora rese esecutive e chiedono impegni precisi e non più prorogabili tesi a dare soluzioni alle gravi problematiche che stanno fortemente indebolendo il settore, condannandolo ad una definitiva e irrecuperabile desertificazione”.

A sostegno dei pescatori molfettesi anche il sindaco Tommaso Minervini, che chiede “un fermo biologico straordinario per arginare il problema del caro gasolio e permettere alle marinerie di sopravvivere”. “In questi giorni – dice Minervini – la Regione sta finalmente sbloccando i contributi Covid per il comparto pesca, ma questa misura è insufficiente”.

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