Un invito a tutti i cacciatori di polpi: “astenersi in questo periodo dalla caccia”. Così inizia un post Facebook diventato rapidamente virale con quasi 15mila condivisioni, molte delle quali nelle nostre città ghiotte di molluschi marini. “Molti non sanno che un maschio può fecondare diverse femmine – continua l’appello social – mentre la femmina cerca un posto adatto per deporre centinaia di migliaia di uova. Pertanto, pescare un singolo polpo di guardia alle sue uova significa condannare a morte migliaia di piccoli”.
La preghiera Facebook viene poi tradotta in inglese e spagnolo mentre il post spopola volando di bacheca in bacheca. L’invito è a limitare la pesca per permettere alla specie di riprodursi in tranquillità fermando la caccia selvaggia al prelibato cefalopode ma, ciò che suscita curiosità, è che la richiesta non arrivi da un ente istituzionale bensì da un comune cittadino la cui richiesta è diventata motto in difesa degli animali.
L’autore del post è Antonio Amodio, pensionato di Matera ed abile pescatore per hobby. “Se devo essere sincero non credevo il post avrebbe ricevuto tante condivisioni, pensavo di mettere a conoscenza solo i miei amici”, ci racconta Antonio. Le ragioni che hanno spinto l’uomo allo sfogo social sono basate sulla sua esperienza personale. “Pesco in apnea da 40 anni e vedo sempre meno pesci e soprattutto ogni anno sempre meno polpi in mare. Volevo solamente mettere a conoscenza, chi come me fa pesca amatoriale, del ciclo di nascita e vita dei polpi. Molti non pensano al futuro”.
In uno dei suoi tanti viaggi, Antonio Amodio ha avuto modo di vedere con i suoi occhi il risultato del continuo sfruttamento del mare. La paura di incorrere nella stessa situazione è stata, quindi, una spinta a lanciare l’allarme: “Tre anni fa ho percorso il mio primo cammino di Santiago – ricorda l’autore del post – quando arrivai in Galizia, a Finisterre, la patria del pulpo à feira (polpo alla galiziana, ndr) mi raccontarono che fino ad una trentina di anni fa la Galizia riforniva quasi tutte le pescherie spagnole di polpi, causa questa pesca così intensa ora la Galizia si rifornisce per molta parte dal Marocco, se non siamo attenti finiremo sulla stessa strada”.
Abbiamo chiesto ad Antonio qualche consiglio da esperto pescatore di polpi. “Fare apnea è pericoloso – ci mette in guardia – non è un gioco e bisogna sempre essere allenati e non strafare cercando di superare i propri limiti”. Si tratta di una lezione importante, provata sulla sua pelle durante un episodio di pesca sottomarina che Antonio non dimentica ancora oggi. “Uno dei primi polpi che pescai da giovane a Pulsano pesava circa 4kg e mi tenne parecchio col braccio sinistro bloccato nella sua tana. Con le ultime forze rimaste riuscii a liberarmi e risalire, ho imparato la lezione”.
Tre le mete preferite del pescatore sportivo ci sono la Calabria jonica ma anche il Salento e Taranto. “Da più di 3 anni sono in pensione e pesco solo in estate. Il resto dell’anno sono sempre in cammino o in bici; perciò, l’apnea non è più al primo posto”. Le prossime avventure di Antonio lo porteranno ancora una volta all’estero. A fine settembre intraprenderà un nuovo cammino tra Portogallo e Spagna della durata prevista di tre mesi.








