Pillole social di “nojano” per non perdere le proprie radici. Il recupero del dialetto di Noicattaro passa da Facebook e Youtube, canali su cui Giuseppe ‘Pinuccio’ Casimo, un vero punto di riferimento della lingua nojana, istruisce gli internauti con pillole video e letture in vernacolo. Altro che corsivo: ‘Mastro Pinuccio’ (così viene chiamato dalla pagina social satirica ‘Sacro Nojano Impero’) è un vero esperto della lingua nojana, con tanto di riconoscimenti nazionali a dimostrarlo.
“Leggo poesie in dialetto scritte da me, declamo modi di dire e proverbi in dialetto”, ci racconta. La passione per il dialetto nojano e le sue sonorità inizia nel 1986, quando un gruppo di appassionati danno vita all’Associazione Culturale ‘Amici del Teatro’. Il cast mette in scena una commedia in vernacolo e in Pinuccio scatta qualcosa. “E’ stato subito amore avendo scoperto, e scoprendolo sempre più, che il dialetto, qualsiasi dialetto, può diventare una stupenda forma d’arte”. Con il tempo Pinuccio Casimo pubblicherà sei volumi rigorosamente in dialetto, portano il nojano a un nuovo livello di dignità linguistica. Le sue poesie gli valgono il podio e menzioni d’onore in molti prestigiosi concorsi come il ‘Premio Letterario Nazionale Città di Ascoli Piceno’ e il ‘Premio Letterario Nazionale Francesco Giampietri’ nella sezione vernacolare.
Tra gli scritti più interessanti ci sono “I chies d Nao… all’eus mè” (“Le chiese di Noicàttaro… a modo mio”), le storie di tutte le chiese di Noicattaro in rima con traduzione italiana a fronte; o “M’arr-cord…” (Mi ricordo…), un libro di poesie, in dialetto, nel quale ricorda persone, fatti ed eventi del suo paese. C’è davvero bisogno di un divulgatore del dialetto nojano? La risposta del poeta vernacolare non si fa attendere. “Col tempo mi sto rendendo conto sempre più che il dialetto nojano, come credo qualsiasi dialetto, si stia ‘imbastardendo’ – comincia – e si stia trasformando in qualcosa che non è quello che affonda le radici nella nostra storia. Questa riflessione mi ha portato a credere sempre nella necessità di un divulgatore e fine dicitore che faccia ricerca di termini, modi di dire, storie e novelle della tradizione locale”.
La lingua non è immutabile, è liquida e si adatta alla società. Cambiamento che il divulgatore nojano nota anche tra i parlanti di Noicattaro. “Il dialetto è cambiato – spiega – Sicuramente con gli anni, con la scomparsa di molti lavori manuali della tradizione (penso al maniscalco, al ciabattino, al falegname e a tanti altri) ha fatto cadere in disuso un mondo di termini dialettali”. Tra le ragioni della decadenza del nojano, secondo l’esperto, ci sarebbe anche la poca abitudine a parlarlo in casa; Casimo lo racconta con un episodio personale: “quando io ero bambino e cominciai la scuola elementare, le cose da dire le pensavo in dialetto e le traducevo in italiano, sbagliando molto spesso. Oggi, invece, – continua – succede il contrario. I ragazzi che vogliono far credere di sapere il nojano pensano qualcosa in italiano e la traducono in dialetto, sbagliando anche in questo caso”.





