Dapprima il dolore grandissimo, struggente, dei componenti di una famiglia la cui esistenza è cambiata per sempre in quella tragica notte tra venerdì 29 e sabato 30 luglio. Poi l’indignazione dei residenti del quartiere barese di Santo Spirito, che invocano sicurezza. E poi ancora il cordoglio della comunità bitontina.
Non si spegne l’eco della tragica scomparsa del 47enne Ninni De Felice, avvenuta a Santo Spirito, sul lungomare Cristoforo Colombo, quando uno scooter è piombato su di lui e sulla sua famiglia, uccidendolo.
A parlare è Franco, suo cognato, che ha rilasciato alcune dichiarazioni shock alla redazione locale di BitontoViva: “Dopo una pizza e lunghe chiacchierate all’interno del lido La Rotonda – ha detto – stavamo tornando verso le auto per rientrare a Bitonto. C’erano auto incolonnate per il traffico, eravamo in gruppo, l’uno dietro l’altro e Ninni aveva il bambino in braccio. Ad un certo punto, dietro di me, ho sentito un rumore sordo e poi le urla e i pianti delle nostre rispettive mogli. Una moto era arrivata dall’altro senso di marcia e li aveva investiti. Poteva accadere a ciascuno di noi – è la riflessione amarissima – un attimo prima o un attimo dopo. Sono stati momenti interminabili e ancora non riusciamo a pensare che possa essere accaduto”.
Poche parole, concentrate ed estremamente rappresentative di quanto accaduto in quella maledetta notte. Istanti, banalissimi, eppure così devastanti. Il racconto che si fa testimonianza amarissima di quanto è stato.
Il 20enne centauro resta indagato per omicidio stradale, ma quel che rimane è la consapevolezza di vite spezzate, di esistenze che vanno in brandelli.
E a Santo Spirito, popolatissimo quartiere a Nord di Bari, soprattutto in estate in tantissimi invocano sicurezza e presenza della Polizia Locale come deterrente. Per evitare tragedie come questa. Per Gaetano, Ninni come lo chiamava chi gli voleva bene, non è stato così.








