Azienda agricola in provincia di Foggia, la Cascina Savino non ha bisogno di presentazioni. Sono anni, infatti, che un numero sempre crescente di persone fa la fila per assicurarsi la visita ai campi di tulipani in primavera, di girasoli in estate e di zucche proprio in questo periodo dell’anno. Il campo di zucche è aperto dall’inizio di ottobre per accogliere i bambini e gli adulti che sono pronti a vivere, spesso per la prima volta, l’emozione di cogliere e toccare con mano i frutti della nostra terra.
Dopo l’altissima richiesta già registrata negli anni scorsi, quest’anno si tocca l’apice. Sono molteplici gli annunci sulla pagina Instagram ufficiale della tenuta: “disponibilità terminata, non riusciamo purtroppo a rispondere a tutti”. Social e telefoni sono intasati: per visitare le cascine quest’anno non c’è più posto: è tutto sold out. “L’idea di creare questa realtà nasce durante il lockdown – ci racconta Giuseppe Savino, che insieme al fratello Michele gestisce con passione la sua terra – Quello che ci siamo chiesti è che cosa la gente avrebbe cercato dopo la pandemia. E la risposta ci sembrava semplice: esperienze significative”.
Dopo il Covid, secondo Giuseppe, ognuno di noi ha avuto modo di riordinare le proprie priorità, capendo ciò che è davvero importante. “I nostri campi raccontano una storia, a noi non interessa produrre o incrementare sempre di più i frutti della terra. Siamo appassionati di relazioni, quel che vogliamo far riscoprire è il contatto con la natura e con l’altro, attraverso le storie che raccontano i nostri campi”. Per chi è immerso nella vita quotidiana cittadina, ritrovarsi con la natura è un’esperienza singolare e purtroppo sempre più rara. “Quando raccogliamo una zucca dal banco del supermercato, non proviamo la stessa emozione di ritrovarla in un campo, in mezzo alla natura”.
E aggiunge Giuseppe, “se al supermercato possiamo leggere su un cartello kilometro zero, supponendo che la provenienza di frutta e verdura sia delle nostre terre, qui possiamo averne la certezza e tastarlo con mano. E’ quello che chiamo kilometro vero”. Quel che troviamo visitando i campi di Giuseppe e Michele, è inoltre ben lontano dall’essere esclusivamente una porzione di terreno ben curata. “I campi raccontano sempre una storia – dice Giuseppe – Per esempio, il campo di zucche che abbiamo creato ha la forma di una medusa gigante non a caso”. Si tratta infatti di un riferimento storico alla popolazione degli Arpi, che abitava queste terre in epoca preromana.
“Quello che abbiamo trovato in questo progetto è una chiave per poter riqualificare il settore agricolo rendendolo un mezzo per raccontare la storia della nostra terra”. Ma ancora più fondamentale per la Cascina Savino è la condivisione di questa bellezza con gli altri. “Il nostro principale obiettivo è prenderci cura delle persone – precisa Giuseppe – Per i piccoli intagliare le zucche con i genitori è fondamentale, segna nella loro mente una prima volta che non dimenticheranno più, passata con i genitori in mezzo alla natura”.
Per incrementare questa relazione tra bimbi e natura, lo scorso anno sono stati inviati 10.000 bulbi di tulipani in diverse scuole pugliesi. “Sono fioriti tutti – ci racconta emozionato – per i bambini è un’esperienza unica”. Ma non solo i più piccoli sono segnati da queste esperienze per tutta la vita. Solo nell’ultimo anno, nelle stagioni primaverili ed estive, le proposte di matrimonio in mezzo al campo fiorito sono state sei, tutte accompagnate da un violino. Se l’agricoltura è sembrata per anni essere ormai il fondo della produzione, per la famiglia Savino saranno la cultura e le relazioni a salvarci. “La bellezza salverà il fondo”, saluta Giuseppe.






