Non ce l’ha fatta Lavinia, la bimba barese di tre anni affetta da un tumore maligno al cervello. Per lei si era mobilitata l’intera provincia: i genitori avevano infatti avviato una raccolta fondi, per garantirle la possibilità di un intervento, da effettuarsi però a pagamento negli Stati Uniti. Nel giro di poco tempo erano stati raccolti quasi 100mila euro: l’intenzione della famiglia era di andare a New York, dove Lavinia sarebbe stata sottoposta a un’operazione con la tecnica Cyberknife, un trattamento robotico di radioterapia ad alta precisione, in grado di colpire il tumore risparmiando i tessuti sani. A invitare alla raccolta fondi anche il Babbo Natale barese, che aveva incontrato Lavinia nel reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico di Bari in estate.
Ora il triste epilogo, con la morte di Lavinia. “Sarai l’angelo più bello – la saluta la consigliera municipale del San Paolo, Chiara Riccardi – Ho sperato in un miracolo, in un finale diverso per te. Maledetto cancro, che ti ha portata via dalle braccia della tua mamma e del tuo papà. Conserverò nel mio cuore i tuoi dolci occhi, nei quali era così facile perdersi”. A salutarla anche il Babbo Natale barese, che scrive un ricordo fra i tanti commenti lasciati sulla pagina social della mamma di Lavinia: “Speravo di poterle portare anche quest’anno un dono per Natale, ma purtroppo non sarà possibile”.
Sulla vicenda interviene AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica), facendo chiarezza sull’utilizzo della tecnica Cyberknife, soprattutto nei bambini: “Diversi articoli e contenuti social hanno lasciato intendere che la CyberKnife possa rappresentare una terapia in grado di curare tumori come DIPG e DMG in età pediatrica, generando l’idea che tale trattamento sarebbe stato “negato” nel nostro Paese – precisano dall’associazione – Tali affermazioni non trovano alcun riscontro scientifico e rischiano di alimentare false speranze in famiglie già provate da percorsi complessi e dolorosi. AIEOP precisa che l’indicazione all’uso della radioterapia nei bambini con tumori cerebrali spetta al radioterapista e all’oncologo pediatra, all’interno di un team multidisciplinare specializzato, che valuta sede, istologia, età e prognosi del paziente, stabilendo la tecnica più appropriata. Nel caso specifico, la radioterapia stereotassica con CyberKnife, pur disponibile a livello nazionale, non è indicata nelle localizzazioni e istologie quali i gliomi diffusi della linea mediana (DMG) e i gliomi diffusi intrinsechi del ponte (DIPG) in età pediatrica”.







