Fabrizio Traversa, attore barese classe 1985, è il volto ufficiale del nuovo spot di Poste Italiane 2025 “Caro Amico ti scrivo”. La sua storia può sembrare simile a quella di molti altri ragazzi che, finiti gli studi, affascinati dal mondo patinato del cinema, decidono di fare gli attori. In questo caso, le cose non sono andate così: “Da piccolo non sognavo di fare né tanto meno di far parte del mondo del cinema – racconta Fabrizio – sono capitato per caso, perché mia sorella più piccola faceva danza e una volta, passandoci, lessi che tenevano anche corsi di recitazione. Lì per lì non ci pensai, essendo molto timido mi vergognavo troppo. Poi decisi di fare una prova. Entrai a far parte della classe tenuta da Enzo Strippoli”.
Inizia così l’avventura di Traversa, con tournée teatrali di danzattori, prima in giro per Bari poi per la Puglia, mentre cresceva in lui l’interesse per quella che era cominciata come un’esperienza ma che man mano stava acquisendo i contorni di una vera e propria passione. Nel 2005 arriva la partecipazione al bando per il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma: “Una bella sfida che non pensavo di superare – commenta l’attore – vista la difficoltà delle prove e il numero dei partecipanti. Ricordo ancora le mattine a Bari in cui mia mamma mi svegliava con le lettere, tre in tutto, che di volta in volta mi comunicavano dal Centro che avevo
passato la prima, poi la seconda ed infine la terza prova selettiva. Avevo 19 anni e da quel momento Roma è diventata la mia seconda casa”. Finiti i tre anni nel Centro Sperimentale, Fabrizio continua non solo con la formazione attraverso vari coach, tra cui il C.I.A.P.A con Gisella Burinato, per poi volare verso Los Angeles per seguire dei workshop intensivi con Elizabeth Kemp, presso gli Actor’s Studio, oppure presso
i Margie Haber Studio, dove ha approfondito la lingua inglese e appreso la tecnica ‘SanfordMeisner’, un approccio didattico che permette all’attore di trovare un proprio modo onesto di recitare, eliminando tutto il lavoro “di testa” e favorendo una recitazione profondamente basata sull’istinto. Come molti attori, la recitazione lo ha aiutato a combattere la timidezza: “Ho smesso di giudicarmi e provare ansia solo dopo molti anni, grazie all’aiuto di bravi maestri”.
Nel frattempo, ancora giovanissimo, Fabrizio mette in rete una serie di ruoli importanti che lo vedono protagonista di puntate nella serie “Distretto di polizia”, tra i protagonisti della fiction girata a Monopoli dal titolo “Tutta la musica nel cuore” (firmata Rai), “Il delitto di via Poma” per la regia di Roberto Faenza, sul giallo che sconvolse l’Italia nell’estate degli anni ‘90 e poi “Ho sposato uno sbirro 2”, “La narcotici 2”, “Pietro Mennea, la freccia del Sud” e ancora molti altri, mentre per il cinema ottiene una parte nel film “Percoco, il primo mostro d’Italia” (regia di Pierluigi Ferrandini), pellicola ispirata alla vera storia del barese Franco Percoco, che nel 1956 uccise i genitori e suo fratello minore e convisse con i loro cadaveri nascosti in casa per dieci giorni.
Tante le esperienze a teatro, cortometraggi e pubblicità, tra cui l’ultima per Poste, volto protagonista sotto le note della famosa canzone di Lucio Dalla: “Uno spot che è cortometraggio, dove la creatività è stata usata per raccontare una storia d’amicizia e d’amore. Una bellissima troupe, un regista che ha voluto costruire insieme la sceneggiatura”. Nelle parole di Fabrizio c’è tutto l’amore per la sua famiglia a cui è grato e che lo ha sempre sostenuto anche quando tirava un’aria amara, e poi per la Puglia, Bari e il suo quartiere, il
Libertà, croce e delizia. Terra di talenti, da qualche anno esplosa sul piccolo e grande schermo grazie all’opera di Apulia Film Commission: “Quando sono andato via io – continua l’attore – ormai più di 20 anni fa, qui non c’era nulla. Sono molto contento di essere riconosciuto come un attore pugliese, dei cui odori sono intriso”.
Nonostante la sua formazione e un percorso cinematografico pieno, Fabrizio non ha per niente la spocchia di persona arrivata, nelle sue parole c’è un solenne rispetto per la fatica di chi venendo dal nulla, si è fatto da solo, un aspetto che non dimentica e anzi sottolinea, evidenziando come sia stato e sia ancora un uomo in cammino, non verso il successo, o magari anche quello, ma senza dubbio verso il mestiere che ama fare. I suoi occhi celesti, profondi come il mare della sua terra, hanno voglia di riempirsi di storie nuove, quelle stesse che bollono in pentola e che spera di poter presto raccontare sullo schermo.








