Si organizzavano serate, la gente le frequentava e poi postava foto e video sui social. Solo che gli organizzatori erano tutt’altro che in regola. I finanzieri del comando provinciale di Bari, impegnati nel controllo quotidiano del territorio a contrasto dell’economia sommersa, hanno scoperto una società operante nel settore degli eventi, priva di qualsiasi autorizzazione. In particolare, sono stati i militari della tenenza di Bitonto, insieme con la polizia locale e i funzionari Siae e una squadra di vigili del fuoco, ha raggiungere nelle ore serali un terreno nella disponibilità di una società di organizzazione eventi, dove risultava si svolgessero appuntamenti conviviali, accompagnati da intrattenimento musicale. Il tutto, però, è risultato abusivo.
A guidare le forze dell’ordine sono stati i social network: su Instagram, infatti, non erano pochi i post localizzati in quel posto, e le immagini fra l’altro confermavano l’esistenza di aree relax con balle di fieno e basi in pellet. I dettagli fotografici acquisiti sono stati poi georeferenziati con Google maps, e per i finanzieri è stato così semplice individuare l’area in questione.
Una volta lì, sono stati identificati 12 lavoratori in nero, e quindi la società si è resa responsabile della violazione di cui all’art. 3, terzo comma del D.L. n. 12/2002, oggetto di comunicazione al competente ispettorato territoriale per il lavoro per l’irrogazione della cosiddetta maxisanzione per ogni lavoratore non regolarmente assunto. Inoltre, la società organizzatrice che aveva in uso il terreno, pur avendo regolarmente richiesto l’attribuzione della partita Iva, non aveva predisposto tutti gli adempimenti strumentali, e, per esempio, non aveva neanche il misuratore fiscale. Nel corso del controllo eseguito è emerso che alle diverse decine di avventori presenti, che avevano pagato regolarmente la quota per partecipare all’evento nonché le ulteriori somme per l’acquisto di ulteriori consumazioni, non era stato rilasciato alcun documento fiscale.
Il rappresentante legale della società non è stato in grado di esibire alcuna licenza o autorizzazione all’esercizio dell’attività e, conseguentemente, si è proceduto all’immediata cessazione dell’attività, oltre all’elevazione di sanzioni amministrative. Dal canto suo, Siae ha evelato ulteriori contestazioni per l’omessa comunicazione legata alla realizzazione di una serata con l’uso di musica registrata.





