Era la persona armena più anziana di Puglia: è morta a 93 anni Araksi Lilosian, figura di straordinaria rilevanza per la comunità armena di Bari. Era nata proprio nel capoluogo regionale, prima bambina dello storico villaggio di Nor Arax: figlia di Takvor Lilosian di Bardizag (Bahcecik) e di Siranush Timurian di Isparta, entrambi provenienti dall’Impero Ottomano, la signora Araksi era la memoria storica vivente della Comunità armena della Puglia.
Rimasta vedova da alcuni anni, viveva con i figli Siranush Quaranta e Tito Quaranta, persone attive della comunità armena locale. “Araksi Lilosian incarnava lo spirito tenace e combattivo che contraddistinse la prima generazione di armeni giunti a Bari dopo il genocidio del 1915 – fanno sapere dal Consolato onorario della Repubblica d’Armenia di Bari, che ha dato l’annuncio della morte – Adesso si riunirà alla sorellina Arshluys, morta a pochi anni, e ai fratelli Onnig e Vardan, più recentemente scomparsi, ritrovando quella famiglia che aveva condiviso con lei le sofferenze e le speranze della diaspora armena”.
La signora Araksi è stata anche protagonista di un importante capitolo della storia dell’artigianato armeno in Italia: negli anni Cinquanta lavorò come realizzatrice di tappeti ai telai del villaggio barese, e poi come insegnante alla scuola dei tappeti di San Giovanni in Fiore, in Calabria, diretta da suo zio Sargis Mushegian, per conto dell’Opera Sila. Questa scuola rappresentò uno dei laboratori dove, dopo la Seconda guerra mondiale, si trasferì l’antica arte della tessitura dei tappeti armeni, che aveva reso celebre Nor Arax in tutto il mondo, nonché come opera umanitaria per risollevare dalla miseria le popolazioni dell’entroterra montano calabrese. Gli Armeni che avevano ricevuto accoglienza dopo il 1922 si prodigarono per le comunità italiane, insegnando la loro antica eredità culturale. Un’arte che la stessa Araksi Lilosian aveva contribuito a far conoscere, prendendo parte a documentari dedicati alla storia della presenza armena a Bari, al genocidio armeno e alla lavorazione del tappeto. Proprio lei, fra le tante cose, aveva contribuito a realizzare i tappeti del treno reale di re Faruk d’Egitto, commissionato dalla Fiat propro agli Armeni di Nor Arax.
“La sua longevità e la sua testimonianza rappresentavano un ponte vivente con la storia del villaggio Nor Arax – continuano dal Consolato – fondato ufficialmente nel 1926 dal poeta Hrand Nazariantz per accogliere oltre cento profughi armeni scampati al genocidio”. Lì, in via Amendola, fecero rinascere l’arte della confezione dei celebri tappeti orientali, acquistati da papa Pio XI, dalla Casa reale italiana, dalla Banca d’Italia e da illustri personalità come Benedetto Croce e Luigi Pirandello. “Con lei la comunità armena perde non solo la decana, ma un simbolo vivente di quella storia di sofferenza, rinascita e integrazione che ha legato indissolubilmente il popolo armeno alla città di Bari”, proseguono dal Consolato. I funerali si svolgeranno il 28 novembre alle 17 alla parrocchia di San Pasquale.





